Smart city, il futuro sostenibile delle città italiane

Tra le città più inquinate del mondo c’è la cinese Lanhzou

Nell’epoca della comunicazione e della tecnologia sono stati raggiunti traguardi importanti, innovative teorie ed applicazioni hanno mutato la nostra vita sociale, i nostri rapporti personali, intimi, spesso rendendoci mansueti e docili, accecati di fronte al disgregarsi dell’ambiente naturale e della nostra bio-esistenza. Una biopolitica applicata agli spazi, in cui i corpi vengono gestiti tecnicamente e pedissequamente, tracciando il quadro di uno schema complesso ma finemente utilitarista e funzionalista della società. In tutto questo, secoli di architettura si sono succeduti l’uno all’altro, cancellando ciò che andava cambiato e mutando il rapporto dell’uomo con il suo ambiente sociale.

Le città romane a forma di colonia di centurioni

Facendo più di qualche passo indietro, dagli antichi romani ai borghi medievali, le città italiane rispondevano sempre alle necessità del periodo; i romani le cui città a Schema con Foro Centrale e gli assi Cardo e Decumanus, rispondevano al sistema della Centuriazione Romana. Il borgo medievale entro le mura castelliere, secondo gli studi di Henri Pirenne, mise in evidenza gli aspetti economici nei processi di crescita urbana rimarcando la presenza di un centro commerciale e di un centro difensivo, calando la realtà cittadina nel flusso economico di cui noi siamo eredi. Oggi invece, l’urbanizzazione incontrollata degli anni 70′ e 80′ come l’abusivismo, l’industrializzazione ed altre forme di urbanistica fai da te, hanno portato la situazione delle città al collasso; per questo, al di la della retorica, si cominciano a vedere i primi passi verso un paesaggio antropizzato e comunque sostenibile. Sono le smart cities, l’avanguardia del sogno di Utopia. In Europa e nel mondo esistono già esempi compiuti di città intelligenti, in Italia no. Perchè? Tutte le maggiori realtà urbane italiane rendono quasi impossibile l’adattamento di queste ad uno schema standard di smart cities.

Un esempio di smart city a pianta quadra

La ricerca effettuata per conto di Siemens dalla società Cittalia, ha analizzato un gruppo di 54 città italiane con popolazione superiore ai 90.000 abitanti, fornendo una griglia di 6 macro categorie tramite le quali evidenziare le possibili soluzioni. Gli indicatori utilizzati dallo studio, e caratterizzanti le smart cities, comprendono: Acqua, aria, rifiuti, verde urbano, energia, sanità, mobilità, logistica, patrimonio immobiliare e qualità della vita. Questo ha consentito di indicizzare le sei categorie tramite le quali suddividere il territorio italiano nel suo procedere verso le smart cities.

  • Ambiente: In questo gruppo sono rientrate, prevalentemente, città del nord italia le cui amministrazioni locali hanno svolto un’importante pianificazione a tutela del territorio e dell’ambiente.
  • Benessere: Include anche la sanità ed il patrimonio immobiliare pur non riuscendo a registrare una predominanza geografica significativa.
  • Città Ideali: Bergamo, Brescia, Padova e Trento. Sono queste quattro città ad aggiudicarsi il titolo di città più smart di Italia. In queste gli indicatori caratterizzanti una smart city risultano essere altamente sopra la media delle città italiane.
  • Energia: In questo macro gruppo è forte la presenza delle città del sud Italia, con predominanza del salento, che vanta importanti investimenti ed impianti eolici.
  • In Divenire: Questa particolare categoria registra le risorse che, negli ultimi 5 anni, le varie amministrazioni hanno riservato alla pianificazione urbana ed allo sviluppo sostenibile
  • Mobilità: Le città metropolitane come Roma, Milano, Bologna e Torino, hanno dato adito alle nuove sfide della mobilità sostenibile, resasi necessaria dalla forte pressione esercitata dal traffico e dall’inquinamento urbano.

Una postazione wi-fi ad energia verde nei dintorni di Parigi

Sempre più università, con il sostegno delle varie industrie nazionali, stanno definendo sempre più accuratamente questo ambito di ricerca nel quale, urbanisti ed architetti, sociologi ed scienziati, si concentrano nel tentativo di dare nuova forma alla società italiana. 

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