Sofar Sounds, la musica live in salotto

Tanto, tantissimo entusiasmo per l’ultimo evento di Sofar Sounds Trieste, ma andiamo per ordine. Cosa è Sofar Sounds? E cosa centra con Trieste? Per assicurarci che tutto sia chiaro e autentico il 21 gennaio abbiamo partecipato alla nuova performance organizzata da Sofar Sounds Trieste e ne abbiamo intervistato gli organizzatori. Immaginate di ritrovarvi catapultati a casa di qualcuno che non conoscete, con gente sconosciuta, per ascoltare un concerto di cui non sapete nulla. Cosa vuol dire? Semplicemente questo e molto più.

Sofar Sounds è un vero e proprio movimento che nasce a Londra nell’ormai “lontano” 2009 e si diffonde viralmente da New York a Pechino, da Bogotà a Belfast, in lungo e in largo. Fortunatamente, nonstante la grande diffusione, non può ancora essere definito un fenomeno di massa e il motivo è semplice: i follower di questo canale sono accumunati dalla vera Passione per la musica.
Tramite il sito web di Sofar Sounds è possibile, previa iscrizione, partecipare alle gig (termine derivante dallo slang inglese per indicare serate, concerti) organizzate in casa di volontari che offrono uno spazio ai musicisti, la cui identità rimane celata fino all’inizio del concerto stesso. Tutto ciò, per fare in modo che i fruitori degli eventi siano cultori musicali in toto e non i fan sfegatati di una band piuttosto che un’altra. La differenza tra un secret concert e queste gig risiede anche nella scelta dei partecipanti. Non una ristretta cerchia di amici, ma vengono privilegiati soprattutto coloro che non hanno mai assistito ad un concerto Sofar Sounds.
A rimanere celato fino all’ultimo momento è persino l’indirizzo del luogo che ospita il concerto, a cui ha accesso un numero limitato di persone, a seconda dello spazio a disposizione. Birra e patatine,ovviamente, porta teco.

Potrebbe suonare strano, ma tra le città italiane in cui Sofar Sounds ha attecchito c’è anche Trieste (proprio qui, dove “ci sono solo vecchi”), grazie all’impegno di Guido e Angela, collaboratori di Radio Tweet Italia.
Stavolta ad esibirsi sono Luca Lucchesi, i Limes, Wooddrops, Beat on Rotten Woods e Riki Yane e dopo la meravigliosa serata organizzata nell’atmosfera artistica di Atelier Home Gallery, riusciamo a raggiungere Guido.

DSC_0221

Come è nata l’idea di portare Sofar Sounds a Trieste?
«Conoscevamo già questo movimento, ma la spinta a portarlo qui è arrivata tramite la collaborazioine di Radio Tweet Italia e Astarte, agenzia di stampa milanese che segue anche Sofar Sounds Italia. Appena partita l’esperienza italiana a Milano ne siamo stati incuriositi e attratti, ma pensavamo che Trieste non fosse ancora pronta per questo genere di eventi. A distanza di circa un anno, lo scorso ottobre, abbiamo deciso di lanciarci con il primo concerto a cui hanno partecipato Cortex, Irene Brigitte e The Leading Guy. Questa di gennaio è la terza gig e siamo piuttosto soddisfatti; abbiamo ricevuto molte richieste di partecipazione».

In che modo trovate le band e le location dove organizzare i concerti?
«Lavorando per Radio Tweet Italia e per Hashtag, l’associazione di promozione sociale a cui fa capo, abbiamo diversi contatti. Ci occupiamo soprattutto di band emergenti e musica indipendente, cercando di valorizzare al massimo i talenti locali. Per quanto riguarda le location, finora c’è sempre stato qualcuno che si è proposto. Tutto il nostro lavoro si basa sulla fiducia reciproca, sia con gli artisti che con i volontari che mettono a disposizione una casa».

Tutto il lavoro che fate come viene ripagato?
«Materialmente non ci guadagniamo nulla, la partecipazione agli eventi è gratuita e anche i musicisti e tutti gli altri collaboratori non vengono pagati. Gli artisti ricevono un video dell’esibizione firmato Sofar Sounds che viene inserito sul canale del progetto. Tutto quello che facciamo, in accordo con la filosofia di Sofar, è per amore della musica e della condivisione».

Lasciare il piccolo ecosistema intimo e stimolante che si crea durante un evento simile è molto difficile e, nel farlo, non si può non pensare a come cercare di sostenerlo. Difatti,verso l’uscita, il cappello per l’offerta libera è piuttosto pieno .

 

Commenti Facebook
By | 2015-01-26T11:48:40+00:00 26/01/2015|Categories: Magazine|Tags: |0 Comments

About the Author:

Studentessa non modello della Scuola per Interpreti e Traduttori di Trieste, ma originaria del profondo Sud. Sono appassionata delle più svariate forme d'arte che accordano o scordano (a seconda dei gusti) l'anima e faccio parte del team di Radioncorso.it dal 2013 in qualità di giornalista e speaker.