#StayTuned – Le grandi speranze del Boss

Certamente di grandi speranze, attualmente, ne abbiamo bisogno e l’ultimo album del Boss High Hopes, con dodici tracce, è un contenitore di cover, outtake e brani già eseguiti sui palchi durante i suoi tour. A primo impatto l’immagine di copertina dell’album sembrerebbe omaggiare il grande Elvis, ritratto alla stessa maniera nel 1963 da Andy Warhol nel suo “Doppio Elvis”.

La copertina di “High Hopes” di Bruce Springsteen.

Le novità che porta con sé sono poche in termini quantitativi, ma ciò che cambia in termini qualitativi, è il sound, il quale, non perde la sua autenticità ma risente dell’influenza di una nuova collaborazione del Boss con Tom Morello.

Tom Morello è il chitarrista del gruppo Losangelino dei Rage Against The Machine, il quale ha saputo, in qualche modo, tener testa all’idea di Bruce e sostituire, almeno temporaneamente, Steven Van Zand nella Band E-Street. Una collaborazione che ha ispirato il Boss fornendogli quello stimolo per rivedersi dentro, come si evince dal brano intitolato “The Gost of Tom Joad”, e per riprendere dal fondo del cassetto i brani messi da parte durante la sua carriera artistica, apparentemente inutili o commercialmente poco adeguati.

La title track, High Hopes, che da il nome all’album, è infatti un’idea di Morello: una rivisitazione di un brano degli anni novanta degli Havalinas ascoltato casualmente in radio mentre viaggiava nella sua auto. L’influenza di Tom conferisce all’album un insieme di melodie intime che oscillano tra il lunatico e il militante, ma, a differenza del precedente Wrecking Ball, non ha quella coesione narrativa che Springsteen ha sempre mantenuto, ma certamente qualcosa da dire ancora ce l’ha.

 

Commenti Facebook
By | 2014-01-20T11:58:16+00:00 20/01/2014|Categories: Cultura e spettacoli, Musica|Tags: , , |0 Comments

About the Author: