Studenti Erasmus esclusi dalle elezioni

“Avete ragione da vendere per indignarvi, nel prendere atto di pesanti errori e ritardi, scelte sbagliate e riforme mancate, ma trovate la forza per reagire”. Queste le parole di Giorgio Napolitano durante il suo discorso di fine anno. Una sorta di giustificazione per la drammatica situazione in cui il nostro Paese si trova, le cui conseguenze verranno pagate prima di tutto da noi ragazzi. Ma anche un’esortazione a non darsi per vinti e trovare delle soluzioni. Ribellarsi.

Un’immagine di protesta degli studenti italiani che non potranno votare alle prossime elezioni.

Queste parole, dette dal Presidente della Repubblica – più volte ribattezzato come Presidente dei giovani – sembrano essere di conforto e appoggio. Purtroppo le parole lasciano spesso il tempo che trovano. Quando compare un’occasione per dimostrare l’attenzione che la politica vuole concedere al mondo giovanile, infatti, non si riesce mai a trovare un buon esempio. È questo il caso degli studenti che in questo periodo si trovano all’estero per vivere quella meravigliosa esperienza che si chiama Erasmus – forse il più importante progetto ideato dall’Unione Europea. Questi studenti, infatti, non avranno la possibilità di poter votare alle prossime elezioni politiche che si terranno il 24 e il 25 febbraio prossimi. Secondo il decreto legge approvato lo scorso dicembre dallo stesso Napolitano, tra le categorie degli italiani momentaneamente all’estero non figurano i ragazzi che hanno deciso di studiare in un altro paese dell’Unione Europea. L’unica possibilità sarebbe quella di pagare un biglietto aereo di andata e ritorno – dal costo probabilmente elevato – trasgredendo tra l’altro il regolamento dell’iniziativa, la quale prevede che si abbandoni il paese in cui si sta momentaneamente soggiornando solo per cause di forza maggiore o motivi gravi. Tante sono le proteste, in particolare su internet. Soprattutto perché si sta parlando dell’unico momento in cui gli italiani possono veramente esprimere il loro parere. Votare è un diritto di tutti e come tale va difeso.

Da ieri è stata lanciata una petizione online per chiedere al ministro degli Esteri, Giulio Terzi, di prendere in considerazione la possibilità per gli studenti Erasmus di partecipare al voto. Per le primarie del Centro Sinistra sono state fatte. Perché per le elezioni non si può trovare una soluzione? La politica ha tra le mani un’occasione concreta per dimostrare quanto tiene al proprio futuro. I giovani, la scuola e l’università sono temi che durante questa prima parte di campagna elettorale non sono stati nemmeno sfiorati. È ora di invertire la rotta. Incominciamo da qui.

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Simone Firmani
Ho 25 anni, una laurea specialistica in Scienze Politiche e sono giornalista pubblicista. Seguo l'evoluzione dell’informazione multimediale, ho una passione morbosa per il punk rock, un passato da cestista e un futuro ancora tutto da scrivere. Il presente? È qui, su Radioincorso.it.