Successo per il lancio del primo razzo del programma VEGA

Alle 7:00 (le 11:00 ora Italiana) dalla rampa di lancio di Kourou, nella Guyana Francese, è stato lanciato con successo il primo razzo del programma VEGA. Il primo lancio aveva come obbiettivo primario l’esecuzione dei test finali sul lanciatore e sul segmento di terra, ovvero su tutta la strumentazione terrestre che è necessaria per eseguire il lancio e gestire il razzo una volta in orbita. Il successo del lancio significa che l’Italia dopo essere stato il terzo paese al mondo a mettere in orbita un satellite è oggi uno dei pochissimi paesi al mondo a essere in grado di produrre interamente un lanciatore.

Vega al momento del lancio

Vega al momento del lancio - ESA - M. Pedoussaut, 2012

A bordo del razzo, per questo volo di prova, sono stati ospitati 10 satelliti di cui 4 italiani e 6 di altre nazioni europee. Quasi tutti i satelliti sono stati costruiti da studenti e professori universitari. Per l’Italia hanno partecipato l’Università di Bologna (con il suo AlmaSat 1), la Sapienza di Roma (con UniCubeSat GG) e il Politecnico di Torino (con e-St@r). A bordo anche i primi satelliti mai costruiti in Polonia, Ungheria e Romania, che debuttano così nel club delle nazioni che hanno un programma spaziale, seppur ridotto e che si apprestano, dopo un percorso più che decennale a entrare a far parte a pieno titolo dell’ESA. Vega permetterà all’agenzia europea di offrire, come già fanno le sue concorrenti statunitensi e giapponese, alle università la possibilità di lanciare piccoli satelliti di ricerca. Questo permetterà, fra l’altro, agli studenti universitari dei programmi di ingegneria aerospaziale di mettersi alla prova nella costruzioni di veri satelliti.

Il razzo Vega è il frutto di un programma nato in Italia, al cui sviluppo il nostro paese ha contributo finanziariamente per circa il 60% dei 700 milioni di euro necessari. I paesi partener del progetto sono Belgio, Francia (che ha contribuito per il 20% del programma), Paesi Bassi, Spagna, Svezia e Svizzera. Secondo alcune indiscrezioni, riferite nella conferenza stampa seguita al lancio, la Germania sarebbe pronta a entrare nel programma. Ai contributi governativi si aggiungono altri 75 milioni finanziati privatamente dai partner industriali. La progettazione e la costruzione del lanciatore sono stati affidati all’AVIO, un’azienda che ha il suo quartier generale vicino a Roma.

Il ministro Profumo in un'immagine della Presidenza della Repubblica

Il ministro Profumo - Presidenza della Repubblica

Il ministro Profumo ha dichiarato, in proposito, che per Vega sarà per il nostro continente un progetto ad elevata efficienza sia economica, per l’offerta economica collegata ai servizi, sia tecnologica. Il ministro ha anche segnalato che per l’italia vi sarà un rilevante ritorno industriale, nella ricerca e progettuale. Secondo il ministro, il programma permetterà la creazione di un polo di eccellenza che farà da traino al nostro sistema industriale.

Vega si aggiunge così all’Arianne V e al Soyouz come lanciatore disponibile per il programma spaziale europeo e sarà destinato a lanciare satelliti di piccole dimensioni. La sua capacità di carico è di circa 2 tonnellate su un peso totale di 130 tonnellate. Come hanno sottolineato numerosi tecnici intervenuti durante la diretta del lancio trasmessa sul sito dell’ESA, Vega (acronimo di “Vettore Europeo di Generazione Avanzata” e allo stesso tempo nome di una delle stelle più brillanti dell’emisfero boreale), ha sfruttato molte delle tecnologie del programma Arianne, e vivendo in simbiosi con il suo fratello maggiore, gli cederà tutti i miglioramenti ottenuti nei 10 anni di sviluppo tecnologico che hanno portato al lancio di oggi.

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By | 2017-03-13T14:51:18+00:00 13/02/2012|Categories: Scienza&Ricerca, Tecnologie, Università|Tags: , , , , , |0 Comments

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