#SulPezzo – Alcuni consigli sulle elezioni europee

Quando e cosa si vota. Il 25 maggio l’Italia sarà chiamata a eleggere i propri rappresentanti al Parlamento Europeo, 73 per la precisione. Ogni cinque anni, infatti, i cittadini possono esprimersi liberamente sulla composizione di uno dei più importanti organi legislativi delle istituzioni europee. Nello specifico, il PE ha tre funzioni principali: discutere e approvare le normative europee insieme al Consiglio, controllare le altre istituzioni dell’UE, in particolare la Commissione, per accertarsi che agiscano democraticamente e, infine, discutere e adottare il bilancio dell’UE insieme al Consiglio. Inoltre, chi otterrà la maggioranza a queste ultime elezioni avrà la possibilità di eleggere il presidente della Commissione, il vero organo esecutivo.

Il caso italiano. Ciascun partito nazionale si iscrive ad un gruppo europeo più grande, il quale poi andrà a comporre il Parlamento. In Italia, ad esempio, il Partito Democratico gareggerà all’interno del Partito Socialista Europeo, mentre Forza Italia all’interno del Partito Popolare Europeo. Ci sono poi due novità: il Nuovo Centro Destra, il quale è alla sua prima verifica elettorale e il Movimento 5 Stelle che esordisce in Europa senza iscriversi ad alcun partito europeo.

Il 25 maggio si elegge la composizione del Parlamento Europeo

Il vero significato delle elezioni. In Italia, ma anche nel resto d’Europa, le elezioni europee sono però viste come dei test per i partiti nazionali, piuttosto che un’occasione per discutere di ciò che l’Unione Europea dovrebbe effettivamente fare. La dimostrazione la si può trovare nelle stesse dichiarazioni dei protagonisti. Beppe Grillo ha più volte messo in chiaro le cose: “Se perdiamo sono pronto a lasciare”, “Se vinciamo andiamo da Napolitano a chiedere di governare”. Ma questo è solo un esempio, in quanto più volte si è detto che le elezioni del 25 maggio saranno la prima vera prova per Matteo Renzi che dovrà tastare gli umori dei cittadini dopo i primi mesi di governo. Ecco che allora, come sostiene Lucio Caracciolo (direttore di Limes), ci si chiede perché continuiamo a chiamarle europee se alla fine si risolve sempre in una sfida tra fazioni nazionali.

Come informarsi. Ad ogni modo, come informarsi sui programmi dei relativi partiti? Chiaramente ciascuno di essi ha un suo sito internet dove vengono specificati i punti che si vorrebbero attuare. Dall’altra parte esistono diversi metodi per farsi un’idea sulla propria posizione rispetto alle forze elettorali candidate. Tra queste i questionari online che, in base alle risposte date, creano una sorta di profilo personale dell’utente indicandogli a quale partito le sue idee sono più affini. È il caso de La Stampa, la quale pone 20 quesiti con una gradazione di risposta che va da “Assolutamente d’accordo” al suo opposto, “assolutamente contrario”. Oppure quello di Open Polis, già sperimentato per le elezioni 2013 e caratterizzato da domande più specifiche, ma con la stessa tipologia di risposta.

Una piccola riflessione. Sono entrambi dei metodi innovativi e meno pesanti per avvicinarsi ai programmi elettorali dei partiti, sperimentando così anche la propria conoscenza a proposito di temi legati alle questioni internazionali. Tuttavia, se ci si basasse solo su essi ci si affiderebbe al giudizio di uno strumento che, per quanto utile possa essere, rimane uno strumento passivo per acquisire informazioni.

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Simone Firmani
Ho 25 anni, una laurea specialistica in Scienze Politiche e sono giornalista pubblicista. Seguo l'evoluzione dell’informazione multimediale, ho una passione morbosa per il punk rock, un passato da cestista e un futuro ancora tutto da scrivere. Il presente? È qui, su Radioincorso.it.