#SulPezzo – Google e la nuova giovinezza dell’informazione

La notizia. Si chiama Google Play Edicola ed è la nuova idea lanciata pochi giorni fa dal sito web più visitato al mondo. L’obiettivo è quello di rendere l’informazione giornalistica appetibile a un pubblico più giovane e più a suo agio con il mondo del web. La speranza è di rivitalizzare il mondo del giornalismo inserendolo in un contesto digitale.

Il quadro generale. Il cartaceo sta infatti subendo un evidente declino. Dal 2007 a oggi si parla di una contrazione di circa 9 punti percentuali dei lettori di quotidiani (dati Istat). Il digitale invece sta incrementando i propri numeri e, pur essendo ancora in ritardo rispetto al panorama europeo, rivela nel 2013 un aumento di lettori online di 7,7 punti percentuali rispetto all’anno precedente. La popolazione più abituata alla lettura su internet risulta quella che va dai 15 ai 54 anni, con un picco del 56,4% tra i 20 e i 24 anni (dati Istat).

La pagina introduttiva di Google Play Edicola

Un’edicola a portata di clic. La Google Play Edicola arriva in un momento non facile per il giornalismo italiano, ma potrebbe risultare un mezzo per abituare i lettori a pagare per informarsi (si tratta dell’eterna sfida del giornalismo contemporaneo). Google offre due tipi di abbonamento scaricabili tramite app anche su smartphone e tablet: uno gratis per alcune riviste come ad esempio Corriere dello Sport, Il Giornale, Italia Oggi, Milano Finanza e Il Secolo XIX; uno a pagamento per La Stampa, Il Sole 24 Ore, Panorama ed Espresso.

Gli abbonamenti variano a seconda che la rivista sia un quotidiano, una rivista settimanale o mensile: per i primi si può comprare un abbonamento mensile o annuale, per il resto è possibile comprare la rivista singola, abbonarsi per un mese o per un anno intero.

Uno sguardo al futuro. L’informazione giornalistica si affida così ai colossi americani che, da motori di ricerca (nel caso di Google) o da semplici social network (nel caso di Facebook), puntano ultimamente a diventare i veri protagonisti dell’aggregazione di news. Il fatto che si chieda ai propri lettori un contributo finanziario è sicuramente una sfida difficile, ma non è di certo iniziata in Italia. Per leggere il Financial Times è necessario un abbonamento, per leggere il Washington Post è possibile attingere a soli dieci articoli al mese in forma gratuita, dopodiché scatta la richiesta finanziaria. I prossimi anni ci diranno se questa tendenza si sarà effettivamente consolidata.

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By | 2017-02-12T16:22:14+00:00 15/04/2014|Categories: Magazine, Politica, Tecnologie|Tags: , , , , |0 Comments

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Simone Firmani
Ho 25 anni, una laurea specialistica in Scienze Politiche e sono giornalista pubblicista. Seguo l'evoluzione dell’informazione multimediale, ho una passione morbosa per il punk rock, un passato da cestista e un futuro ancora tutto da scrivere. Il presente? È qui, su Radioincorso.it.