#Sulpezzo – Lo stato del web nel 2014

Il resoconto. È appena stato pubblicato il rapporto State of the Internet 2014, cioè la raccolta di dati e statistiche che permettono di inquadrare quali sono le tendenze verso cui si dirigono le attenzioni degli utenti e di conseguenza come dovrebbe rispondere chi lavora con le nuove tecnologie (forse i giornalisti?).

Più mobile, meno internet. Innanzitutto c’è un’evidente crescita del mercato tablet (+52%) e smartphone (+20%), contro una diminuzione dell’espansione di Internet (-10%). Il traffico di dati mobile è decisamente in aumento (+81%) e questo fa pensare come sia sempre più importante concentrarsi su piattaforme e formati che siano più adattabili a uno smartphone o un tablet piuttosto che a un pc. Questi ultimi non sono infatti mai cresciuti così tanto come stanno invece dimostrando i loro cugini, più piccoli ma evidentemente più ricercati.

C’è da aggiungere come i tablet siano sì in crescita, ma rimangono uno strumento utilizzato da appena il 6% della popolazione mondiale, contro il 78% che utilizza la TV o il 73% che possiede ancora un telefono cellulare.

L’aumento del mobile e del tablet comporta un’ulteriore riduzione nell’utilizzo degli altri media, come la radio o i giornali di carta. La televisione invece continua a resistere.

Più bit meno carta. La tendenza degli utenti è però abbastanza chiara: sempre meno persone leggono giornali o libri di carta (5% della popolazione mondiale) o ascoltano la radio (12%). La televisione rimane il media più utilizzato (38%), ma è inseguito da internet (25%) e dai mobile (20%). Ciò è anche dovuto al fatto che quando guardiamo il piccolo schermo tendiamo comunque a messaggiare o twittare, magari proprio raccontando quello che sta accadendo in tv.

La conseguenza è semplice: la pubblicità si dirige verso altri mercati, cioè quelli del web, riducendo gli investimenti nella carta, ma mantenendoli (forse ancora per qualche tempo) stabili per la radio e per la tv.

La cultura dell’immagine. Infine, le foto risultano sempre più importanti. I contenuti condivisi sono sempre di più affiancati da immagini e non è un caso, come scrive l’Internazionale, che Facebook abbia comprato Istrangram e Whatsapp. Comprendere queste tendenze e intercettarle potrebbe essere la chiave per ottenere successo nei prossimi anni dal punto di vista imprenditoriale (e giornalistico).

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Simone Firmani
Ho 25 anni, una laurea specialistica in Scienze Politiche e sono giornalista pubblicista. Seguo l'evoluzione dell’informazione multimediale, ho una passione morbosa per il punk rock, un passato da cestista e un futuro ancora tutto da scrivere. Il presente? È qui, su Radioincorso.it.