#SulPezzo – L’Ungheria si sta riprendendo dalla crisi, sì o no?

La notizia sui social network. Da circa una settimana sta girando in rete la notizia che l’Ungheria avrebbe abbassato le tasse e cacciato le istituzioni dell’Unione Europea, della BCE e del Fondo Monetario Internazionale dal proprio paese. Il messaggio che si comunica è che i media non ci vorrebbero informare sul positivo risultato che si avrebbe uscendo dall’Unione Europea e pertanto non raccontano di quanto accade nel paese dell’Europa Centrale. La notizia è girata su Facebook ed è stata ripresa dal sito Terra Real Time.

Il presidente ungherese Viktor Orbán

La smentita. Come si scrive su Il Post, il governo ungherese nel 2010 fu costretto a chiedere un ingente prestito di 20 miliardi di euro per salvarsi dalla bancarotta. Al fine di ripagare il debito nei confronti delle istituzioni europee, il governo aumentò le tasse ed effettuò delle nazionalizzazioni, raggiungendo due obiettivi molto importanti: il pagamento anticipato di due anni del prestito, avvenuto nell’estate del 2013, e il rientro del deficit dal 4,2% del 2010 all’1,9%.

A quel punto le condizioni di austerità erano venute meno e il governo giustamente allentò la cinghia. Non è vero, invece, che il primo ministro Victor Orbán ha scacciato le istituzioni europee dal Paese. Orbán ha infatti chiuso gli uffici della Troika solo perché gli obiettivi erano stati raggiunti e la loro presenza non era più necessaria.

Le misure adottate dal governo, se da una parte permisero di riprendersi, dall’altra costrinsero le banche a ridurre i prestiti (in quanto soggetti principali della tassazione) e ci fu una drastica riduzione degli investimenti esteri. Tuttavia, se su Il Post si vuole rifiutare l’idea che l’Ungheria sia in forte crescita, si ammette però che effettivamente c’è una ripresa. L’Ungheria starebbe vedendo l’uscita dalla crisi.

Il governatore della Banca Centrale ungherese, György Matolcsy

Uno dei motivi starebbe nel fatto che il governo ungherese ha il controllo sulla propria Banca Centrale e quindi capacità di stampare moneta. In Ungheria, infatti, non c’è l’Euro bensì il Fiorino. Nell’ultimo periodo il governatore della Banca Centrale, György Matolcsy, ha infatti abbassato i tassi di interesse, permettendo così maggiore liquidità.

I dubbi. L’articolo de Il Post, però, non chiarisce bene quale sia la verità, anche perché, nello specifico, si parla della disoccupazione ancora attorno all’11%, dato minore rispetto all’Italia ma pur sempre alto. Se però si va a verificare sul sito dell’Eurostat ci si accorge che la disoccupazione ungherese è data al 10,1% (aggiornato a ottobre), mentre su Trading Economics il dato arriverebbe addirittura al 9,8%(aggiornato a luglio).

Sull’Ungheria bisognerà quindi aspettare i prossimi anni per avere maggiori certezze. Il dibattito, intanto, resta aperto, soprattutto sulla questione della sovranità monetaria. C’è chi dice sarebbe un disastro, c’è chi invece la reputa l’unica soluzione da intraprendere. Tuttavia sui maggiori quotidiani non se ne parla, quando invece sarebbe necessario un chiarimento, una volta per tutte. Com’è possibile che ci sia una così diversità fra le due posizioni?

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By | 2013-12-17T14:19:29+00:00 17/12/2013|Categories: Mondo, Politica|Tags: , , , , |0 Comments

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Simone Firmani
Ho 25 anni, una laurea specialistica in Scienze Politiche e sono giornalista pubblicista. Seguo l'evoluzione dell’informazione multimediale, ho una passione morbosa per il punk rock, un passato da cestista e un futuro ancora tutto da scrivere. Il presente? È qui, su Radioincorso.it.