#SulPezzo – Per Renzi e l’Italia il momento non è mai stato così delicato

La fiducia. Nella notte che divideva lunedì 24 da martedì 25 febbraio 2014, il Governo di Matteo Renzi – premier incaricato dal Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano – ha incassato la fiducia al Senato con 169 voti favorevoli e 139 contrari. Quest’oggi il presidente del Consiglio si rivolgerà alla Camera dei Deputati, dove la situazione è ben più tranquilla, grazie al premio di maggioranza che il Partito Democratico, di cui Renzi è segretario, ha ricevuto alle ultime elezioni. Ma, come dice il titolo, il momento è delicato.

Matteo Renzi durante il suo discorso per la fiducia al Senato

I numeri. Se da una parte i giornali dipingono il diverso e per certi versi irriverente modo di fare di Renzi (mani in tasca, discorso a braccio, doti retoriche, social network ecc.), dall’altra è bene non adagiarsi troppo sugli allori e analizzare la situazione per quella che è. Innanzitutto, il voto di fiducia della scorsa notte dimostra quanto sarà difficile per la nuova legislatura approvare nuovi testi legislativi: il numero minimo per farlo è di 161 senatori, solo otto in meno rispetto a coloro che appoggiano ufficialmente Renzi & co. Per farvi un esempio, l’ultima volta che l’ex premier Enrico Letta chiese la fiducia, cioè il 12 dicembre 2013, la ottenne con 4 voti in più rispetto all’attuale governo. La maggioranza è quindi sempre più ristretta.

Il presunto ricambio. Inoltre, la composizione dell’esecutivo è più o meno la stessa: a farne parte, infatti, si è aggiunta Scelta Civica con la partecipazione di Stefania Giannini, messa all’Istruzione. Certamente il ricambio c’è stato: solo 16 ministri, per la prima volta divisi equamente tra uomini e donne, con un’età media di 47 anni. Ma il fatto che siano appoggiati dagli stessi (pochi) partiti del governo precedente, non fa altro che gettare ulteriori dubbi sulla loro durata. Per dirla alla Francesco Costa, giornalista de ilPost.it, sembra di avere davanti “un governo Letta senza Letta“.

Lo stallo. Il problema più grande è tuttavia un altro: la legge elettorale. Il fatto che il cosiddetto Porcellum sia stato bocciato dalla Corte Costituzionale poco tempo fa, comporta una totale impossibilità ad andare a nuove elezioni: se lo si facesse, ci si ritroverebbe in una situazione peggiore di quella attuale, poiché si andrebbe a votare con un sistema proporzionale puro, senza alcun premio di maggioranza. Tradotto, ancora larghe intese. Da una parte, quindi, non si può sperare che il governo cada, dall’altra però è difficile pensare che PD, Nuovo Centro Destra e Forza Italia riescano a trovare un accordo sulle riforme costituzionali in un lasso di tempo breve, poiché ognuno ha i suoi interessi da mantenere, prima di tutto il rapporto con il proprio elettorato.

Guy Dinmore, corrispondente del Financial Times, perplesso su quello che farà Matteo Renzi al governo

Visti dagli altri. Se si va a vedere poi la stampa straniera, troviamo ulteriori perplessità: Andrew Walker della Bbc ammette che Renzi avrà un bel da fare per riportare l’Italia a livelli internazionali competitivi, in quanto è uno dei pochi stati europei che non è cresciuto economicamente negli ultimi 14 anni. Difficoltà evidenziate anche dal New York Times e da Tom Kingdom, osservatore italiano per il Guardian, che raccoglie invece numerose dichiarazioni di giovani nostri connazionali, i quali non credono alle parole del sindaco di Firenze. Da aggiungere quello che Guy Dinmore ha pronunciato ai microfoni di Vice Italia, cioè che avere un Primo Ministro senza alcuna esperienza parlamentare è sintomatico delle grandi difficoltà in cui vive la politica italiana.

Chi non vuole arrendersi. Per tutti quelli che invece vorrebbero ricevere un po’ di ottimismo sulla vicenda, si consiglia di leggere Wittgestein, il blog di Luca Sofri, direttore de ilPost.it. Che lo voglia o no, lui ci crede ancora.

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Simone Firmani
Ho 25 anni, una laurea specialistica in Scienze Politiche e sono giornalista pubblicista. Seguo l'evoluzione dell’informazione multimediale, ho una passione morbosa per il punk rock, un passato da cestista e un futuro ancora tutto da scrivere. Il presente? È qui, su Radioincorso.it.