#SulPezzo – Perché il 2014 sarà decisivo per il giornalismo?

La questione. Il dibattito sul futuro del giornalismo è quanto mai acceso. Da anni, infatti, ci si chiede quale sia la strada che l’informazione deve intraprendere per potersi rigenerare e quindi sopravvivere. Il momento non è di certo dei più facili, lo sappiamo bene, e allo stesso tempo le cause non sono poche. Possiamo però elencarne due sicuramente più importanti rispetto ad altre: la crisi economica e, soprattutto, lo straordinario sviluppo di Internet. Questo binomio ha fatto crollare le vendite del cartaceo, aiutato dal fatto che la maggior parte dei quotidiani ha abituato fin da subito i propri lettori a reperire informazioni gratuite, sebbene non sempre approfondite. Ma nel 2014 qualcosa cambierà? Riuscirà il giornalismo a reinventarsi?

La home page di Vice Italia, uno dei siti più in voga di questo periodo

La sfida. Le basi di partenza per una più retribuita conversione non sono certo promettenti. Su Linkiesta, ad esempio, si mostra un grafico rappresentante il calo vertiginoso degli investimenti pubblicitari rivolti alla stampa internazionale, sia cartacea che digitale. Dal 2000 a questa parte si sono ridotti costantemente, in maniera sempre più cospicua. Come convincere, quindi, nuovi investitori? Attirando quanti più visitatori possibili, cioè rendendo virali i propri contenuti. È quanto riportato sul sito del Festival del Giornalismo dove si fanno diversi esempi: Buzzfeed e Vice su tutti, cioè due piattaforme che fanno dell’immagine e della multimedialità il loro cavallo di battaglia. Avendo milioni di utenti ogni giorno, hanno molto da insegnare alle redazioni giornalistiche più tradizionali.

Una tendenza. Da qualche anno a questa parte il mondo giornalistico sta subendo un ulteriore trasformazione: sta cioè diventando sempre più individuale. Come ribadito dai giornalisti americani Anderson, Bell e Shirky nel loro studio Post Industrial Journalismi giornali stanno perdendo la loro funzione di mediazione tra fatti e lettori. Le notizie vengono lette perché pubblicate sui social network, ormai veri e propri contenitori informativi. Attraverso gli stessi, poi, i cittadini hanno la possibilità di seguire i loro giornalisti preferiti, indipendentemente da quello che pubblicheranno. Il fatto che gli accessi agli articoli provengano principalmente dai social network piuttosto che direttamente dalle testate giornalistiche la dice lunga. Il 2014 è appena iniziato, ma già si intuisce come quest’anno sarà decisivo per il futuro dell’informazione.

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By | 2014-01-07T12:54:23+00:00 07/01/2014|Categories: Politica|Tags: , , , , , |0 Comments

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Simone Firmani
Ho 25 anni, una laurea specialistica in Scienze Politiche e sono giornalista pubblicista. Seguo l'evoluzione dell’informazione multimediale, ho una passione morbosa per il punk rock, un passato da cestista e un futuro ancora tutto da scrivere. Il presente? È qui, su Radioincorso.it.