#SulPezzo – Marijuana protagonista assoluta del web

Tutto è cominciato poco più di un anno fa, esattamente il 7 novembre 2012, quando cioè ci furono le ultime elezioni americane. Alcuni forse non se lo ricorderanno, ma la legalizzazione della marijuana per scopi che vanno al di là di quelli terapeutici, nella storia più recente, parte proprio da lì. Lo stato di Washington e quello del Colorado, infatti, diedero il via ad un processo di liberalizzazione, dopo lo storico risultato referendario che ne diede la possibilità. Tuttavia, per ufficializzare la cosa le istituzioni americane avrebbero dovuto approvare un disegno di legge, avvenuta proprio in questi giorni.

Giovani intenti a fumare uno spinello (foto da LaStampa.it)

Nel frattempo, in Italia tornavano in primo piano dati e ricerche che confermavano una chiara tendenza: due milioni e mezzo di giovani italiani (tra i 15-34 anni) ammetteva di aver fatto uso di cannabis. Queste statistiche risultarono molto importanti, soprattutto perché evidenziavano come il nostro Paese sia uno degli stati che consumano più marijuana, pur essendo, di fatto, illegale.

Sulla cresta dell’onda i Radicali provarono, lo scorso agosto, a indurre un referendum sulla depenalizzazione delle pene per consumo di marijuana (da molti considerata la causa principale del sovraffollamento delle carceri), ma ebbe pochissimo seguito: il quesito referendario, infatti, non raggiunse il numero sufficiente di firme per poter essere poi rivolto alla cittadinanza.

Proseguendo nella nostra veloce cronologia, l’11 dicembre giunse una nuova notizia da oltre oceano: “lUruguay legalizza l’uso privato della cannabis, non solo terapeutico ma anche ludico“. Da quel momento in poi fu un continuo crescendo, fino a quando, pochi giorni fa – e qui torniamo da dove eravamo partiti – anche il Colorado conferma la liberalizzazione aprendo così al consumo privato.

Il consumo di marijuana può avere effetti positivi sui malati gravi, ma allo stesso tempo può provocare danni al cervello per chi ne fa uso improprio.

I quotidiani on-line hanno fin qui seguito con estrema attenzione l’evolversi della vicenda, soprattutto in Italia. Molte sono state le riflessioni sul consumo di questa sostanza: chi lo giudica un comportamento da immaturi, ma quasi normale ad una certa età; chi sostiene che facciano male e basta; chi invece cerca di trovare non solo gli aspetti negativi, ma anche quelli positivi; e, infine, chi traccia un minimo di storia, ricordando che nel ventennio fascista e nel dopoguerra la canapa era tollerata e “fumata per diletto“.

A fare poi notizia, in extremis, è l’approvazione, avvenuta ieri, del Comune di Torino di invitare il Governo nazionale ad affrontare una discussione sulla legalizzazione dell’uso e del consumo di cannabis. In Italia, per ora, l’utilizzo e il possesso di marijuana non prevedono sanzioni penali (fino ad una certa soglia per i semplici consumatori), ma allo stesso tempo vige la legge Fini-Giovanardi che considera la marijuana al pari delle droghe pesanti (eroina, cocaina, ecc.). L’effetto è una condanna che va dai 6 ai 20 anni per spaccio. Sul caso, si esprimerà la Consulta proprio quest’anno per valutare l’effettiva costituzionalità. Nel frattempo è stato depositato un ddl dal senatore PD, Luigi Manconi, sulla depenalizzazione per possesso di cannabis.

C’è infine da ricordare che in Liguria, Puglia e Toscana lo scopo terapeutico permette l’uso di sostanze cannabinoidi, ad esempio, per alleviare il dolore provocato dalla sclerosi multipla. Un servizio de Le Iene di qualche tempo fa aveva mostrato come.

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By | 2014-01-14T12:43:23+00:00 14/01/2014|Categories: Mondo, Politica, Scienza&Ricerca|Tags: , , , , , |0 Comments

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Simone Firmani
Ho 25 anni, una laurea specialistica in Scienze Politiche e sono giornalista pubblicista. Seguo l'evoluzione dell’informazione multimediale, ho una passione morbosa per il punk rock, un passato da cestista e un futuro ancora tutto da scrivere. Il presente? È qui, su Radioincorso.it.