#SulPezzo – Perché l’Expo riporta alla luce Tangentopoli

Il fatto. Giovedì 8 maggio 2014 a Milano sono state arrestate sette persone con l’accusa di corruzione, associazione per delinquere e turbativa d’asta. Le attività illegali sarebbero state commesse all’interno dell’organizzazione dell’Expo – l’esposizione universale che ogni cinque anni si tiene in una città diversa del mondo e che nel 2015 si terrà nel capoluogo lombardo.

Alcune delle persone coinvolte non sono nuovi agli inquirenti, poiché già negli anni Novanta ebbero implicazioni nell’inchiesta Mani Pulite, quel terremoto politico e giudiziario che portò alla luce un sistema di malaffare consolidato e diffuso dentro e fuori dal Parlamento. Tra questi, Primo Greganti e Gianstefano Frigerio. Inoltre, tra gli arrestati c’è anche Angelo Paris, uno dei dirigenti più importanti dell’Expo 2015.

Primo Greganti all’epoca di Mani Pulite

Stando agli atti dell’inchiesta, i sette arrestati (uno agli arresti domiciliari) avrebbero creato un sistema di favori e clientele con lo scopo di spartirsi i soldi derivanti dagli appalti per la realizzazione di diverse opere, anche al di fuori dell’Expo. I soggetti coinvolti erano politici e imprenditori: i primi ottenevano promozioni o denaro e in cambio favorivano alcune aziende interessate a ottenere gli appalti rispetto che altre.

La verità. Non si tratta certo di una novità. Tangentopoli, quel sistema che pervadeva la politica e buona parte dell’imprenditoria italiana tra gli anni ’80 e ’90 e venuta a galla con Mani Pulite, era organizzata proprio così: in cambio di mazzette, regali e favori, i politici ottenevano un maggiore consenso e gli imprenditori una garanzia di vittoria su appalti e concorsi.

Quando il caso divenne di dominio pubblico, tutta Italia si indignò con i maggiori esponenti dell’epoca (Bettino Craxi in primis, considerato da molti come il maggior responsabile del sistema), ma il problema fu proprio questo: il malaffare fu considerato un comportamento deviante di alcuni soggetti e non come una malattia dell’intera società italiana. Così facendo ci si accontentò delle condanne di pochi ma importanti personaggi, senza riuscire a fermare un comportamento considerato invece normale dalla maggioranza dei protagonisti. Se il caso dell’Expo ci sembra una vicenda già vista è anche per questo motivo.

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By | 2017-02-12T16:21:48+00:00 13/05/2014|Categories: Magazine, Politica|Tags: , , , , , , |0 Comments

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Simone Firmani
Ho 25 anni, una laurea specialistica in Scienze Politiche e sono giornalista pubblicista. Seguo l'evoluzione dell’informazione multimediale, ho una passione morbosa per il punk rock, un passato da cestista e un futuro ancora tutto da scrivere. Il presente? È qui, su Radioincorso.it.