#SulPezzo – Quella semi-bufala sulla coltivazione della marijuana

Una notizia bomba (o quasi). Venerdì 11 ottobre si è parlato di una notizia apparentemente incredibile, ma che invece ad un occhio più attento si è rivelata come una novità dall’impatto decisamente minore. In Commissione Giustizia, infatti, è stato approvato un emendamento sulle pene non detentive proposto da Giuseppe Lumia (PD) volto a depenalizzare chi viola le norme delle prescrizioni per la coltivazione della marijuana. Dalla condanna a reato penale si passerebbe a reato amministrativo.

Alcuni tweet in cui si da per certa che la depenalizzazione per chi coltiva marijuana valga anche per scopi non terapeutici.

La notizia dilaga. Non appena si sparge la voce, l’ANSA pubblica una notizia flash, apparentemente ingannevole, specialmente nel titolo: “No galera per chi coltiva marijuana”. Da qui l’inizio della catena di Sant’Antonio che cresce sempre di più. Il popolo della rete comincia a fremere e compaiono i primi commenti su Twitter: “Ora è legale coltivare, sarà il mestiere del futuro perché tra un po’ per tutti resterà l’unica cosa da fare: #drogarsi”; “No galera per chi coltiva” e avanti così.

La notizia vera e propria. Tuttavia se uno avesse letto l’annuncio dell’ANSA attentamente, gli sarebbe sorto probabilmente un dubbio leggendo quella parola: “prescrizioni“. L’emendamento, infatti, si rivolge solamente a chi abbia ricevuto una prescrizione medica per uso terapeutico. La cannabis, in alcune regioni italiane come la Puglia, la Toscana, la Liguria e le Marche, può essere coltivata per alleviare il dolore di persone gravemente malate. È da precisare, inoltre, che ogni prescrizione comporta delle norme da rispettare. Chi non lo fa rischia addirittura la galera. Ora, la proposta approvata in Commissione Giustizia, dovrà essere approvata a sua volta da entrambe le camere per diventare legge. Ciò significa che prima di annunciare sentenze bisogna, inevitabilmente, aspettare.

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Simone Firmani
Ho 25 anni, una laurea specialistica in Scienze Politiche e sono giornalista pubblicista. Seguo l'evoluzione dell’informazione multimediale, ho una passione morbosa per il punk rock, un passato da cestista e un futuro ancora tutto da scrivere. Il presente? È qui, su Radioincorso.it.