Tasse: l’Università distribuisce dai ricchi ai poveri e non il contrario

“L’università non è un Robin Hood al contrario”. Con questa affermazione Emanuele Pugliese – dottorando in Economia presso la Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa – in un suo articolo pubblicato il 10 maggio su www.roars.it (cliccare qui per il link) prende posizione sul dibattito degli ultimi mesi riguardante il profilo redistributivo dell’università pubblica italiana.

A partire dal novembre dell’anno scorso, infatti, era sorta l’idea che il sistema di tassazione universitario pesasse di più per le famiglie più povere, rispetto a quelle ricche, provocando quindi un grande paradosso. I primi a sottolineare questo presunto problema furono Pietro Ichino – ex senatore Pd ora con Lista Civica – sul Corriere della Sera e Francesco Giavazzi su lavoce.info nel novembre del 2012. Le proposte in tal senso – e tutt’ora in ballo – sarebbero quelle di aumentare le rette universitarie, in modo da finanziare il sistema senza pesare sui contribuenti che non usufruiscono di tale servizio.

Emanuele Pugliese – dottorando in Economia presso la Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa

Emanuele Pugliese, però, prendendo a riferimento alcuni dati statistici della Banca d’Italia inerenti al 2008 (degli anni successivi non si hanno ancora informazioni complete) dimostra come la quota IRPEF totale dei redditi più bassi sia inferiore a quella pagata dai più ricchi.

Certo, c’è comunque una quota maggiore di studenti “ricchi” iscritta all’università. Apparentemente, quindi, ne usufruirebbero di più questi ultimi, ma in verità domina il primo meccanismo. Dividendo le fasce di reddito in decili, si scopre che il 10% più ricco degli iscritti ha un saldo per i servizi universitari negativo. Tutte le altre fasce sono invece positive.  Lo stesso vale per il profilo dei laureati, ossia di coloro i quali usufruiscono del servizio universitario fino in fondo.

Pugliese mette quindi in ordine alcuni punti, proponendo di focalizzarsi su altri problemi per risollevare il sistema universitario pubblico italiano, come ad esempio una migliore ridistribuzione delle risorse disponibili. Il fatto che il suo articolo sia stato condiviso su Twitter dal neo ministro all’Istruzione Maria Chiara Carrozza, dimostra come il suo lavoro sia stato in qualche modo premiato.

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By | 2017-03-13T14:50:47+00:00 15/05/2013|Categories: Politica, Università|Tags: , , , |0 Comments

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Simone Firmani
Ho 25 anni, una laurea specialistica in Scienze Politiche e sono giornalista pubblicista. Seguo l'evoluzione dell’informazione multimediale, ho una passione morbosa per il punk rock, un passato da cestista e un futuro ancora tutto da scrivere. Il presente? È qui, su Radioincorso.it.