#The World Press – Janet Yellen nominata presidente della Federal Reserve

Janet L. Yellen e Barack Obama al momento dell’annuncio.

Il presidente degli Stati Uniti Barack Obama, nella giornata di mercoledì 9 ottobre, ha nominato Janet L. Yellen a capo della Federal Reserve, ovvero la banca centrale americana, che sostituirà l’attuale governatore Ben Bernanke in carica da 8 anni e che terminerà il suo mandato alla fine del gennaio 2014. Il curriculum di Janet Yellen sembra avere tutte le carte in regola per guidare l’economia della principale potenza mondiale: classe 1946, laurea in economia alla Brown University, dottorato a Yale sotto la guida di James Tobin, il padre della “Tobin tax”, la tassa sulle transazioni finanziarie, cattedre di prestigio ad Harvard, alla London School of Economics e alla Berkeley, consigliere economico della casa Bianca durante la presidenza di Bill Clinton.

Quello della Yellen non è un volto nuovo alla Fed; nel 1977 è stata infatti consulente economista presso la banca centrale statunitense e dal 2010 ricopre il ruolo di vice di Bernanke, di cui molto probabilmente continuerà le decisioni di politica economica prese negli ultimi anni, in particolare l’immissione di liquidità nel mercato attraverso l’acquisto di titoli di stato da parte della Fed per un ammontare di 85 miliardi di dollari al mese. La neo governatrice della Fed è infatti considerata una “colomba” in politica monetaria, ovvero favorevole a politiche espansive e disponibile a tollerare un livello più alto di inflazione allo scopo di ridurre la disoccupazione, che da sempre considera il principale obiettivo che l’economia deve raggiungere.

Nelle sue prime dichiarazioni Janet Yellen ha fatto notare subito una discontinutà con il linguaggio ed i comportamenti della finanza mondiale, troppo spesso trascendenti dalla realtà quotidiana, affermando che la Federal Reserve deve essere al servizio dei cittadini affinchè tutti abbiano un impiego e una vita migliore. Parole rassicuranti e che trasmettono fiducia dopo anni di Grande Recessione, come lei ha definito la crisi globale.

Le Federal Reserve verrà guidata, per la prima volta nella storia, da una donna.

La decisione di Obama è per certi versi rivoluzionaria perchè per la prima volta dalla sua fondazione, avvenuta nel 1913, la Fed verrà guidata da una donna. Anche a livello mondiale la Yellen rappresenta una mosca bianca; infatti sono poche le donne a ricoprire incarichi di primo piano nel mondo economico: Christine Lagarde è la direttrice del Fondo Monetario Internazionale e Elvira Nabiullina guida la Banca centrale russa, per il resto il board delle altre banche centrali è un affare per soli uomini. Nessuna donna nel board della Bce, assenti in quello della Bank of England e anche la Banca d’Italia non ha mai avuto una governatrice. Fanno eccezione paesi come la Norvegia dove dalla metà degli anni Novanta circa metà dei mebri dei board è assegnata alle donne.

Oltre ad essere rivoluzionaria, la nomina della Yellen è anche una sconfitta per Barack Obama. Il presidente americano voleva Lawrence H. Sammers a capo della Fed, ex presidente di Harvard, ex ministro della presidenza Clinton e attuale consiglieri economico proprio di Obama. Sammers però a metà settembre ha chiesto di essere escluso dalla lista dei papabili alla nomina di governatore perchè convinto di non avere l’appoggio unanime dei democratici. Alcuni democrats infatti non erano disposti a votare il principale candidato presidenziale perchè da Ministro del Tesoro di Clinton aveva contribuito a deregolamentare il mercato finaziario ed è considerato troppo vicino a Wall Streets, dunque non sarebbe l’uomo giusto per mettere un freno all’incontrollata potenza della finanza, colpevole della crisi globale. Senza dimenticare che Sammers da presidente di Harvard si è fatto notare soprattutto per aver sottolinato l’incapacità delle donne di aver successo nella ricerca. Il destino ha voluto che fosse proprio una donna a rimpiazzare la sua candidatura.

Janet Yellen non raccoglie simpatie tra i repubblicani, data la sua tolleranza all’inflazione, principale nemico invece del GOP, ma nemmeno veti espiciti. In un periodo in cui l’America è alle prese con lo “shutdown” a causa del muro contro muro tra democtratici e repubblicani sull’approvazione del bilancio per il 2014 che introduce la riforma sanitaria voluta da Obama, il presidente degli Stati Uniti non si può permettere una battaglia in Congresso anche sulla votazione per la nomina del presidente della Fed. In questa situazione il presidente americano ha dimostrato una certa ambiguità volendo inizialmente alla Fed un uomo come Sammers, troppo vicino al sistema finanziario, un mondo che molte volte Obama ha dichiarato di volere regolare e limitare, senza però far seguire i fatti alle parole. Non solo ambiguità ma anche debolezza da parte di Obama che ha ripiegato sulla candidata capace di ottenere un consenso bipartisan.

Una ambiguità e una debolezza che il presidente americano troppo spesso a dimostrato durante i suoi due mandati – rapporti israelo-palestinesi, armi chimiche in Siria, chiusura di Guantanamo – ma la nomina di Janet Yellen è comunque un fatto positivo e di discontinuità sia perchè la neo presidente della Fed contribuirà alla lotta contro la disoccupazione sia perchè la sua nomina rappresenta una speranza per la parità di genere nel mondo dell’economia mondiale.

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By | 2013-10-11T09:11:40+00:00 11/10/2013|Categories: Mondo, Politica|Tags: , , , |0 Comments

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