#TheWorldPress – Presseurop chiude. L’UE non ama l’informazione

Sono sempre stato un europeista convinto e ho sempre odiato i discorsi di quelle persone che considerano l’Europa un’entità al servizio delle banche e della finanzia, ma negli ultimi giorni le mie certezze e le mie convinzioni hanno vacillato.

Nella notte di mercoledì i ministri delle finanze dei Paesi dell’UE hanno trovato l’accordo sull’unione bancaria, un meccanismo per gestire in modo condiviso le crisi delle banche. Nessuno ha invece speso una parola a sostegno di Presseurop, il sito d’informazione europea, che la Commissione ha deciso di finanziare più, condannandola a chiudere, proprio oggi, 20 dicembre. E a nulla è servita la petizione firmata da più di 14mila persone per sostenere il sito, indirizzata a Viviane Reding, vice presidente della Commissione europea. Ancora più grave il silenzio dei gruppi politici del PE. Una lettera firmata da Martin Schulz, Presidente dell’europarlamento, è stata pubblicata su Presseurop il 10 dicembre. Troppo tardi signor Schulz.

Il sito d’informazione era nato nel 2009 e fu proprio l’allora commissario responsabile, Margot Wallstrom, a descrivere Presseurop come “espressione della nostra volontà di facilitare, incoraggiare e sostenere la creazione di un forum pubblico europeo per la comunicazione, la discussione e il dibattito”. Per anni è diventato il punto di riferimento di moltissimi cittadini europei, disponibile in 10 lingue diverse, dava la possibilità di leggere il punto di vista della stampa continentale in riferimento all’attualità europea e alle questioni dell’Unione. Il tutto operando con spirito indipendente e obiettivo. Inoltre un sistema di traduzione istantaneo permetteva ai lettori di comunicare tra loro abbattendo la barriera linguistica e contribuendo a sviluppare un sentimento europeista.

Il logo della petizione per salvare Presseurop

Il pluralismo dell’informazione è fondamentale per la democrazia e la decisione è ancora più grave se si pensa che tra pochi mesi, nel maggio 2014, si svolgeranno le elezioni del Parlamento europeo. Si è così perso uno strumento che avrebbe permesso ai cittadini dei diversi Paesi europei di arrivare all’importante voto con maggiore conoscenza e consapevolezza delle questioni e dei concorrenti. L’Unione tra gli Stati d’Europa è l’unico luogo verso cui possiamo procedere, osteggiando le sirene di coloro che vorrebbero distruggere questo progetto per tornare ad una sovranità nazionale. L’Unione Europea dovrebbe però lavorare un questo senso, dare dei segnali forti, trasmettere un’idea di Europa del futuro, rianimare l’entusiasmo e la fiducia nelle istituzioni europee. Il cammino è lungo e le cose da fare sono ancora molte: l’unione fiscale, un unico esercito continentale, uno stesso corpo diplomatico, dei chiari modelli di cooperazione con i Paese al di fuori della frontiera.

Dopo il fallimento in Ucraina, Bruxelles registra un altro passo indietro nel processo d’integrazione. Decidere di mettere fine all’attività di Presseurop vuol dire tagliare una delle gambe su cui poggia il progetto paneuropeo. Ed è inutile esultare per il raggiungimento dell’unione bancaria – accordo fondamentale nessuno lo mette in dubbio – se contemporaneamente si compiono delle scelte che vanno nel senso opposto, prendendo decisioni che mettono in pericolo il senso di appartenenza all’Unione Europea. Con la chiusura di Presseurop e la limitazione del diritto ad informare ed essere informati, io, purtroppo, mi sento meno europeo.

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By | 2013-12-20T06:33:26+00:00 20/12/2013|Categories: Mondo, Politica|Tags: , , , |0 Comments

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