Tonino Carotone e Rumba Flamenca Trio

Sabato 10 gennaio al Teatro Miela di Trieste ritorna la musica con Tonino Carotone. L’ammiccamento all’Italia di Tonino Carotone lo troviamo già nella scelta del cognome d’arte, un mix tra Carosone e Buscaglione da cui prende spunto anche per il look.Grande appassionato della musica leggera italiana degli anni ’50 interpreta le nostre canzoni dell’epoca con vervè inimitabile. Amante della buona cucina, il buon bere, le donne, tutte passioni che canta nei suoi dischi. E’ arrivato in Italia per la prima volta nel 1995 con altri renitenti alla leva spagnola. Si pone all’attenzione del grande pubblico con il successo con il brano Me cago en el amor, presente nel disco Mondo difficile, che è ancor oggi uno dei suoi maggiori successi suggellato dal Disco d’oro per le oltre 70 mila copie vendute.

Ritorna a far parlare di sé con l’album Senza ritorno dove ripropone il suo amore per l’Italia con le cover di Storia d’amore e Un ragazzo di Strada. Successivamente ha partecipato in due canzoni del disco Malacabeza del gruppo bergamasco degli Arpioni e nel 2006 ha scritto il libro Il Maestro dell’Ora Brava insieme allo scrittore Federico Traversa. Ha lavorato al suo disco Ciao Mortali tra cui spiccano le collaborazioni con Manu Chao, nei brani Pornofutbol e No volveremos mas, Eugene Hütz e Gogol Bordello nel brano Atapuerca e con Enrico “Erriquez” Greppi nel brano Primaverando. Con questi ultimi ha inoltre collaborato nella cover del brano di Dalida, Bambino (Guaglione).
Al teatro Politeama di Napoli riceve il “Premio Carosone” alla carriera come miglior artista straniero.Si esibisce regolarmente anche in Spagna, Grecia, Cile, Argentina (tour degli stadi con Manu Chao), Russia. Partecipa ai più blasonati Festivals italiani e spagnoli. Viene chiamato dal famoso regista Emir Kusturica per partecipare al suo Film & Music Festival di Kustendorf.

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By | 2015-01-10T16:02:11+00:00 10/01/2015|Categories: Magazine|Tags: , , |0 Comments

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Studia musica al Conservatorio Tartini e all'Università di Pavia e si rende conto che più si studia la musica meno ci si sente preparati a parlarne. Francamente non lo trova affatto giusto.