Topografie della memoria, il museo per ridare valore al confine

É stato inaugurato sabato 2 febbraio Topografie della memoria – Museo diffuso dell’area di confine, ultima tappa del progetto Strade della memoria e primo esempio di percorso museale diffuso realmente transfrontaliero. Il progetto non si caratterizza solo per le peculiarità multimediali e di metodo, ma anche per  il coinvolgimento di giovani professionisti che hanno trovato in Strade della memoria una preziosa occasione di concreta applicazione delle proprie competenze. All’apertura erano presenti l’ambasciatore italiano in Slovenia Rosella Franchini Sherifis, il prefetto di Gorizia Maria Augusta Marrone, il Presidente della Provincia di Gorizia Enrico Gherghetta, Gianluigi Chiozza della Cassa di Risparmio di Gorizia e una rappresentante del Comune di Nova Gorica.

La serata dell’inaugurazione

Topografie della memoria è un percorso a piedi articolato su entrambi i lati della frontiera e puntellato da installazioni che, grazie ad un codice QR, danno accesso al materiale multimediale raccolto nel sito www.topografiedellamemoria.it. Il viaggio fisico si snoda in 10 tappe che, attraverso un qualsiasi dispositivo mobile (tablet, smartphone, pc) in grado di leggere il codice QR, saranno arricchite dai contenuti di una pagina di approfondimento che dà accesso al montaggio di racconti di vita e foto, di cenni sugli avvenimenti storici legati a quel luogo, a una linea del tempo dei piccoli e grandi eventi che hanno caratterizzato quel preciso punto.  Il visitatore ripercorrerà Storia, memoria e contesto urbanistico, potrà lasciare il proprio  commento/ricordo personale nell’apposita sezione sul sito, e partecipare alla riflessione sulla storia del goriziano di un periodo essenziale nella formazione, definizione e ridefinizione dei confini non solo geografici ma, soprattutto, identitari della popolazione locale.

Il progetto “Strade della memoria” è nato nel 2009 all’interno del bando Giovanidee della Fondazione Carigo, rivolto ad Under-30 che intendevano realizzare progetti culturali creando un’associazione culturale, ed ha visto la fondazione di 4704, l’associazione composta da una dozzina di persone con età media di 30 anni, un’approfondita attività di ricerca storica alla base delle videointerviste e una puntuale attività didattica rivolta alle scuole per la sensibilizzazione delle nuove generazioni, coordinata da Paola Tarantelli. Dopo un lungo lavoro di raccolta dei racconti di vita, realizzata da ricercatori universitari e tradotta in italiano e sloveno, il progetto ha portato alla selezione di una serie di luoghi significativi sotto il profilo della memoria pubblica e privata, la cui elaborazione è stata coordinata da Alessandro Cattunar, Paola Tarantelli e Raffaella Canci, che è anche la responsabile archivistica dell’Archivio della memoria.

Il neoinaugurato museo è sostenuto dall’Unione Europea (Europe for Citizens), dalla Regione Friuli Venezia Giulia, dalle Province di Gorizia e Trieste e dalle Università di Trieste, Udine e Lubiana e realizzato grazie alla preziosa collaborazione con il Muzej novejše zgodovine Slovenije.
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By | 2013-02-05T09:30:12+00:00 05/02/2013|Categories: Cultura e spettacoli|Tags: , , |0 Comments

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Chiara Zanchetta
In testa un uragano di idee, in tasca due lauree in Comunicazione. Nella vita? Chi lo sa