Tra la Sicilia e l’Arabia sul tappeto volante del Maestro Battiato

Era seduto su un tappeto volante ieri sera, mercoledì 27 novembre, il Maestro Franco Battiato, ed è così che ha guidato il pubblico in un percorso esotico attraverso una crescente fusione con linguaggi e sonorità dell’Arabia antica, annullando completamente le distanze tra due culture. Diwan, l’essenza del reale è un ambizioso progetto musicale, che vuole ricordare una cultura dimenticata, riproponendo opere risalenti all’anno Mille, quando in Sicilia si sviluppò, nell’arco di tre secoli, un’importante scuola poetica araba.

Franco Battiato nel tour di “Diwan, l’essenza del reale”.

Lo spettacolo è andato in scena al Rossetti, riscuotendo un enorme successo tra il pubblico, che dopo un primo momento, in cui si è ritrovato a familiarizzare con suoni fuori dal comune udire, è stato dolcemente immerso nella suggestiva atmosfera fatta di luci calde a cornice di un palco su cui si sono esibiti musicisti di altissimo livello.

Durante la serata l’energia si è moltiplicata sempre più grazie alle tre voci che si sono esibite di concerto a Battiato, accompagnandolo nelle sue esibizioni poetiche dalle origini siculo-arabe, presentando al pubblico brani scritti per l’occasione e passando attraverso pezzi tradizionali e nuovi arrangiamenti, tra i brani conosciuti sono stati proposti Haiku, L’Ombra della Luce, Aurora, Veni L’Autunnu, Personalità Empiriche, Strade dell’Est, Le Sacre Sinfonie del Tempo e Lode all’Inviolato. Ma è lui stesso a fare da spalla ai suoi condiscepoli, nelle loro raffinate evoluzioni sonore, e ad appartarsi dietro le quinte per lasciare loro il meritato spazio durante le esibizioni da solisti e per gli applausi del pubblico. Un pubblico che se potesse non se ne vorrebbe andare e dopo il bis, fa tornare l’eclettico artista sul palco per concludere lo spettacolo sulle note del pianoforte e tre dei suoi più famosi brani: Voglio Vederti Danzare, l’Animale e, per finire, La Cura, immancabile.

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Sara Brumnich
Ho due figli: Radioincorso, femmina, e Tagliacorti, il secondogenito. Mi occupo principalmente di amministrazione, di fund raising e dell'immagine coordinata. Adoro cucinare, giocare a calcio, Barcelona, i Rancid, i System of Down, Franco Battiato e Mozart. E dei sette peccati capitali me ne manca solo uno, ma ci sto lavorando.