#Trend2013 – I dieci migliori momenti scientifici dell’anno

Anche la scienza ha fatto al sua parte in questo 2013, che sta volgendo al termine. Abbiamo cercato di riassumere alcune delle scoperte o delle ricerche che più hanno caratterizzato quest’anno, ma anche le personalità più rilevanti che le hanno rese possibili.

1 – La nuova arma contro il cancro: l’immunoterapia. Ovvero quando la difesa è l’arma migliore. Le cure antitumorali finora hanno avuto come target la massa cancerogena, ma questo nuovo approccio prevede di sensibilizzare il sistema immunitario a difendersi in prima persona dal tumore. Benché questa tecnica non si riveli efficace per tutti i pazienti e per tutti i tipi di tumore, in alcuni casi i tumori sono regrediti e i pazienti sono sopravvissuti oltre le previsioni, dando speranza a medici e malati in tutto il mondo. La ricerca continuerà ancora per anni, ma questa scoperta è una vera rivoluzione nel modo di guardare la lotta al tumore.

2 – Acqua su Marte. Grazie ai campioni di roccia raccolti dal rover della NASA Curiosity è stato identificato quello che circa 3,6 miliardi di anni fa doveva essere un lago di acqua dolce. I materiali presenti nei campioni fanno pensare che lì potesse esserci vita, nello specifico che potessero sopravvivere lì microrganismi chemolitoautotrofi, che usano come fonte di energia molecole inorganiche che compongono rocce e minerali, proprio come fanno sulla Terra molti batteri che si trovano comunemente in grotte e sorgenti idrotermali.

Luca Parmitano, il primo italiano nello spazio.

3 – Il primo italiano nello spazio. E’ il maggiore dell’Aeronautica Luca Parmitano, tornato sulla terra il 13 novembre dopo 6 mesi sulla Stazione Spaziale Internazionale. Ha condotto diversi esperimenti per capire la fluidodinamica in assenza di gravità, nonché la possibilità di creare leghe di alluminio più leggere e resistenti ed infine è stato egli stesso oggetto di studi sulla capacità del corpo umano di adattarsi alla vita nello spazio, in particolare monitorando il mantenimento di cartilagini e muscoli e gli squilibri nei ritmi di sonno-veglia dovuti alle particolari condizioni a bordo dell’ISS, dove gli astronauti assistono a 16 albe e tramonti al giorno. Tornato a casa ha voluto lasciare un messaggio ai politici “i momenti di crisi sono i più importanti per capire che il futuro è nell’investire in tecnologia”.

4 – Il mini cervello che sta in una provetta.  Non è prettamente un cervello quanto piuttosto un tessuto neurale, paragonabile allo sviluppo cerebrale di un feto di nove settimane, ma è fondamentale per ricercare l’origine di disturbi neurologici e mentali come schizofrenia o autismo. Si ottiene dalle cellule staminali ma non può svilupparsi oltre le dimensioni di alcuni millimetri, mancano infatti  le sostanze nutritive necessarie ed è per ora impossibile costruire una rete vascolare sufficiente a mantenerlo, ragione per cui non può sopravvivere oltre i dieci mesi. Tuttavia il tessuto presenta sotto-regioni distinte che ricordano parti di corteccia, retina e strutture per produrre fluido cerebrospinale, e segni di funzionamento neuronale. “Le parti sono state organizzate correttamente, ma non sono collegate bene tra loro”- ha dichiarato il coordinatore dello studio Juergen Knoblich – “è come una macchina dove avete un motore e le ruote, ma il motore è sul tetto. La macchina non funzionerà mai, ma potrete prenderla e analizzare come funziona il motore”.

5 – Il satellite Planck. Le immagini inviate dal satellite sono una sorta di reperto archeologico perché mostrano come era l’universo quando aveva appena 380 mila anni. Planck ha ripreso con grandissima precisione le fluttuazioni del fondo di microonde (cosmic microwave background) dalle quali sono nate stelle e galassie. Ha permesso così di constatare che la quantità di materia oscura è molto maggiore a quello che si ipotizzava e che stelle e galassie rappresentano appena il 4,9 per cento della totalità della massa e dell’energia dell’universo. In seguito ai dati raccolti si è dovuta ricalcolare l’età dell’Universo, che sarebbe di 13,82 miliardi di anni e ammettere che si espande ad una velocità minore del previsto.

6 – Il creatore di memorie (false). Il premio Nobel Susumu Tonegawa e il suo team di neuroscienziati del RIKEN-MIT Center a Cambridge, Massachusetts, è riuscito a indurre falsi ricordi in alcuni topi. Lo scopo dello studio era  investigare i meccanismi per cui a volte si ricordano eventi mai accaduti. Tonegawa ha spiegato: “Gli esseri umani sono animali altamente fantasiosi. Proprio come avviene con i topi, un evento può essere associato a un’esperienza passata per il solo fatto che questa viene  evocata proprio in quel momento, portando a un rimescolamento delle connessioni fra i vari frammenti di ricordo conservati nei diversi gruppi di neuroni, e quindi alla formazione del falso ricordo.”

7 – I primi cloni umani (più o meno). Mentre tutti conosciamo la pecora Dolly e la storia della sua creazione, non potevamo prima del 2013 parlare di clonazione con successo di cellule umane. Attenzione però, non stiamo parlando di clonare esseri umani. Non sarebbe etico e comunque non abbiamo le risorse per farlo. Quello di cui parliamo è la possibilità di ottenere cellule staminali da cloni di embrioni umani. Per scopi di ricerca, per curare malattie. Niente piani da malvagi geni del male.

8 – Sotto lo zero assoluto. Vi ricordate le lezioni di fisica in cui, parlando delle scale termometriche, i professori parlavano della scala Kelvin, il cui zero, corrispondente a -273,15°C, rappresentava la più bassa temperatura raggiungibili? Beh, sembra che non sia proprio così. I ricercatori dell’Università Ludwig Maximilians di Monaco di Baviera e dell’Istituto Max Planck di ottica quantistica hanno creato in laboratorio un gas capace di raggiungere temperature negative, cioè un miliardesimo sotto lo zero assoluto. Massimo Inguscio dell’Istituto nazionale di ottica Cnr-Ino e professore di fisica della materia al Lens (Laboratorio europeo di spettroscopia non lineare) racconta : “All’epoca l’obiettivo era infatti quello di avvicinarsi il più possibile allo zero assoluto […] Il fatto solo di raggiungerlo, seppur in laboratorio, era impensabile: allo zero assoluto gli atomi infatti si fermano e le leggi della termodinamica vengono violate”. Intendendo per temperatura la misura dell’energia di un sistema, o meglio la sua entropia, si è visto che un gas ultra-freddo è paradossalmente più «caldo» di uno a temperatura positiva, cioè ha più particelle con alte energie che con basse energie, che si muovono dunque più velocemente.

9 – L’HIV che fa bene. Un gruppo di ricercatori dell’Istituto Telethon del San Raffaele di Milano per la terapia genica (TIGET), guidati da Luigi Naldini. ha annunciato il successo, limitato per ora ai 6 casi studio, di un’innovativa terapia genica contro due malattie genetiche, la leucodistrofia metacromatica e la Sindrome di Wiskott-aldrich. Il tutto grazie all’uso del virus dell’HIV come vettore. Spiega Naldini: “Per inserire geni corretti nel genoma di queste cellule (staminali del sangue) abbiamo utilizzato un virus HIV ingegnerizzato in modo che non sia più infettivo; le cellule così riprogrammate sono state poi reinfuse nell’organismo dei pazienti […] La terapia genica potrebbe diventare una valida alternativa per tutte quelle malattie del sangue che attualmente hanno il trapianto come unica opzione terapeutica.”

10 –  Non si può ignorare il riscaldamento globale. E’ proprio il caso di dire che non ci sono più le stagioni di una volta quando si vedono i dati del quinto rapporto dell’Intergovernmental Panel on Climate Change (IPCC), un’organizzazione internazionale che studia i cambiamenti climatici. Il riscaldamento del clima è inequivocabile e molti dei cambiamenti osservati dal 1950 a oggi si sono verificati ad una velocità senza precedenti. Oceani e atmosfera si sono riscaldati, la quantità di neve e ghiaccio è diminuita, i livelli dei mari si sono alzati e sono aumentate le concentrazioni di gas serra in atmosfera.  Dal 1750, a causa delle attività umane (principalmente uso combustibili fossi, agricoltura e deforestazione) la concentrazione atmosferica di tre dei principali gas serra (anidride carbonica, metano e ossido di azoto) è aumentata, segnando un più 40 per cento nel caso della CO2. L’inevitabile conseguenza? L’aumento della frequenza di eventi meteorologici estremi.

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