Trieste contro la violenza sulle donne

One Billion Rising è la più grande azione globale per mettere fine alla violenza sulle donne. La campagna, lanciata a San Valentino del 2012, è nata come reazione alla drammatica statistica delle Nazioni Unite secondo la quale 1 donna su 3 nella sua vita subirà o ha subito abusi e violenze. Questo significa un miliardo di donne e bambine. Dal 2013, in centinaia di paesi, persone di ogni sesso, religione e classe sociale hanno iniziato a unirsi per esprimere la loro rabbia, danzando e sollevandosi contro le ingiustizie di genere.

Alla manifestazione triestina non è certo mancato il ritmo. Le percussioni della Banda Berimbau hanno animato l’intero corteo, che ha percorso le vie del centro. Partendo da Piazza Goldoni, la manifestazione si è mossa in una città agitata dai festeggiamenti di Carnevale e San Valentino, attirando senza dubbio la curiosità dei passanti. Uomini, donne e bambini si sono poi fermati davanti alla Questura, tappa fondamentale che ha permesso di ricordare alcune delle donne vittime della violenza di genere in Italia. Inoltre è stato sottolineato quanto sia importante, in queste situazioni, chiedere tempestivamente aiuto alle forze dell’ordine e ai centri anti violenza.

La tappa finale è stata Piazza Unità. Per ben due volte i manifestanti, ma non solo, hanno ballato sulle note di Break The Chain. Una folla bianca, nera e rossa ha così voluto concludere, con la gioia della danza, una manifestazione che continua a rimanere attuale. Per quanto a Trieste e in molti paesi occidentali l’evento continui ad esprimere gioia e allegria, non è mancato il pensiero per le donne del Sudan, della Somalia e di altre zone del mondo che hanno ballato con coraggio, rischiando a volte la vita, la libertà o il lavoro. «Io ballo perché posso e voglio. Ballo perché amo, ballo perché mi amo», hanno ricordato in una poesia letta a seguito del flash mob. E davvero, con il ballo si sono unite realtà apparentemente lontanissime, accomunate dalla triste realtà delle violenze di genere, ma ancora di più dalla gioiosa speranza della rivoluzione.

 

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By | 2015-02-16T13:00:25+00:00 16/02/2015|Categories: Giovani e società, Magazine|Tags: , , , |0 Comments

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