Trieste ospita Michelangelo

In prossimità delle festività pasquali, ieri mattina è stata presentata la mostra d’arte al Museo Sartorio di Trieste intitolata “Il Crocifisso ligneo di Michelangelo – Percorsi nell’arte sacra” che vede come maggiore esposizione la scultura in legno che l’autore della Cappella Sistina produsse a due anni dalla sua morte, avvenuta poi nel 1564. Si tratta di un’opera di alto valore simbolico in quanto segna il ritorno di Michelangelo alla lavorazione del legno dopo settant’anni. Inoltre, è importante sottolineare come fosse stata prodotta in un periodo di grande crisi spirituale, di insoddisfazione e di tormento interiore, che mise in discussione tutte le opere precedenti di Michelangelo ispirate ai classici e con le quali era diventato famoso.

La mostra, organizzata dall’Associazione culturale Metamorfosi con la cura scientifica della Fondazione Buonarroti, promossa dal Comune di Trieste e sponsorizzata dall’Acegas Aps, non si concentra però solamente sulla scultura del maestro, ma si allarga ad altre opere, per la maggior parte di origine triestina, tutte richiamanti il tema della Passione. L’iniziativa si prolungherà fino al 6 maggio 2012, e il museo sarà aperto tutti i giorni, escluso il lunedì, dalle ore 10 alle 19.

C’è da aggiungere che il Comune di Trieste ha deciso di aprire le porte di tutti i musei civici durante la giornata di Pasqua. Il sindaco Roberto Cosolini, intervenuto ieri alla conferenza di presentazione, ha dichiarato entusiasta che questo è “un modo per valorizzare il patrimonio culturale del nostro paese e mostrarlo ai numerosi turisti che saranno in villeggiatura nella città durante le festività”.

Ad impreziosire il tutto, infine, domani pomeriggio alle 18, sempre al Museo Sartorio di Trieste, si terrà il concerto del Quartetto Stradivarius, composto da due violini, una viola e un violoncello, che suonerà l’opera di Franz Joseph Haydn “Le ultime sette parole del nostro Redentore”.

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Simone Firmani
Ho 25 anni, una laurea specialistica in Scienze Politiche e sono giornalista pubblicista. Seguo l'evoluzione dell’informazione multimediale, ho una passione morbosa per il punk rock, un passato da cestista e un futuro ancora tutto da scrivere. Il presente? È qui, su Radioincorso.it.