A Trieste un nuovo studio sulle cellule staminali tumorali

Abbiamo spesso sentito parlare di cellule staminali, ossia quelle cellule non differenziate che sono capaci di rinnovare i tessuti danneggiati del nostro organismo. Potenzialmente potrebbero curare diverse malattie ma la loro applicazione in ambito clinico non è ancora sperimentalmente e scientificamente sicura. Ciò che si sa, invece, è che queste cellule diventano un grosso rischio quando sono coinvolte nel processo tumorale: le cellule staminali tumorali sopravvivono ai trattamenti chemioterapici e si duplicano generando le metastasi. Più è alto il loro contenuto in un tumore più è aggressivo quest’ultimo.

Un’immagine 3D di Pin1

Da anni si studiano le cellule staminali tumorali per cercare di capire quali sono i fattori che caratterizzano il comportamento di queste cellule e recentemente è stato scoperto che tra questi fattori vi è la proteina cellulare, Pin1, presente nel tessuto sano e di fondamentale importanza per la sua sopravvivenza. Gli studi rivelano che in assenza di Pin1 la cellula staminale tumorale perde la sua resistenza ai farmaci chemioterapici i quali possono così agire provocandone la sua morte.

Le ricerche sono state coordinate dal Professor Giannino Del Sal, ordinario di biologia applicata all’Università di Trieste e capo dell’unità di oncologia molecolare del Laboratorio Nazionale CIB di Area Science Park di Trieste, il quale ha affermato: «Sapevamo che Pin1 si ritrova spesso espresso a livelli abnormi in diversi tumori, in particolare nei più aggressivi. Ci siamo chiesti quindi se, stravolto il suo normale funzionamento, lo stesso fattore che controlla le cellule staminali del tessuto sano potesse avere un ruolo anche nella biologia delle cellule staminali tumorali». Il risultato non ha smentito le aspettative aprendo una nuova frontiera per il futuro della ricerca su questo campo.

Commenti Facebook
By | 2017-03-13T14:50:24+00:00 16/01/2014|Categories: Scienza&Ricerca, Università|Tags: , , |0 Comments

About the Author: