Triestina, che fatica! Superata di misura la "Cenerentola" Maranese

I fedelissimi della Furlan hanno coronarie possenti e levigate, e meno male, perché anche contro il fanalino di coda, la Maranese di Barel, la Triestina ha fatto soffrire, e non poco, i propri sostenitori. La rete che vale tre punti, manufatto del solito Aladino Franciosi, è stata l’epilogo di un travaglio durato 82 minuti, in cui la Triestina ha alternato esaltanti giocate individuali a qualche spavento fuori programma. Il velo di zucchero su una prestazione ancora non eccelsa, l’hanno messo i tre punti, che rafforzano la classifica alabardata, e mantengono la squadra di mister Sambaldi a sole tre lunghezze dalla capolista UFM.

AVVIO ILLUSORIO – La Triestina, vestita d’abito nuovo (3-4-1-2), parte forte e mette subito alla corde i rivali di giornata, ma ha la colpa di non essere cinica e sia Marcuz sia, soprattutto, Muiesan non capitalizzano gli assist di Franciosi e Monti. La manovra alabardata stenta a decollare e gli ospiti arginano come possono la classe, di gran lunga superiore, degli undici di casa, rei di intestardirsi troppo spesso in giocate individuali, spettacolari ma poco efficaci, evidenziando la necessità di lavorare ulteriormente alla ricerca di meccanismi, inevitabilmente, ancora non perfettamente oliati.

ALLA FINE LA SVOLTA – Nella ripresa il copione non varia, con la Triestina che fa la partita e la Maranese che tenta di impermeabilizzare l’accesso alla propria trequarti, schiacciandosi come una molla pronta a scattare in contropiede. Proprio in una di queste circostanze Cucchiaro entra con disinvoltura nell’area alabardata e punta occhi negli occhi Piscopo, che probabilmente tocca la caviglia dell’attaccante in casacca nera, il quale frana a terra reclamando un rigore che il Direttore di gara decide di non concedere. L’ingresso di Paolucci, che rileva il giovane Polo, conferisce verve e geometria alla manovra della Triestina, che se non passa in vantaggio è solo per le parate del numero uno ospite, Pajer, che disinnesca ripetutamente i tentativi di Muiesan e soci. Ma la partita la decide lui: il minuto 37 della ripresa, che fa prima tremare e poi gioire i 2500 presenti al “Rocco”, quando il sottile equilibrio tra offensive triestine e ripartenze lagunari viene spezzato da una manciata di centimetri, quelli che spingono la sfera calciata da Vecchiet sul montante destro della porta difesa da Del Mestre (che forse tocca quanto basta per impedire al pallone di gonfiare la rete), gli stessi che graziano, invece, la conclusione di Franciosi, che si insacca a fil di palo, nella porta di un Pajer per la prima volta impreparato.

MORALE DELLA FAVOLA – Le conclusioni che si traggono dalla sesta apparizione ufficiale della Triestina 2012/2013 non si discostano molto da quelle delle settimane precedenti, anche se a condirle, questa volta, c’è una vittoria d’importanza capitale, che permette di tenere nel mirino la prima piazza. La migliore Triestina si deve ancora svelare, anche se il nuovo modulo frutto della sagacia tattica di mister Sambaldi potrebbe risultare letale per le difese avversarie, una volta collaudato a dovere; che gli interpreti siano d’eccezione è arcinoto, lasciamo loro il tempo di mostrarci quelle bollicine che alle volte il Rocco si aspetta, mantenendo ben presente che, comunque, l’obiettivo finale è uno soltanto, mentre i mezzi e le strade per raggiungerlo sono molte.

Il vero spettacolo, comunque, è stato, ancora una volta, quello degli appassionati triestini che hanno gremito gli spalti di casa, regalando una cornice mozzafiato, inusuale per una gara d’Eccellenza. L’arma in più degli alabardati, quest’anno, non è tattica né tecnica, ma sta nei cuori e nella forza di quei favolosi ragazzi che non conoscono il significato della parola “mollare”.

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By | 2017-05-21T12:16:13+00:00 08/10/2012|Categories: Sport|Tags: , , , |0 Comments

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