Triestina schiacciasassi: 0-4 al San Luigi

Il giorno dopo è quello delle celebrazioni di Bomber Muiesan (tripletta) e di Aladino Franciosi (strepitoso gol dopo un coast to coast mozzafiato), ma ieri la festa è stata quella degli oltre 4000 appassionati che hanno gremito gli spalti di un Nereo Rocco teatro di un derby che non si vedeva da 37 anni suonati. La Triestina domina e vince 4-0, mostrando a tutte le rivali che i motori si stanno progressivamente scaldando e che, se queste sono le premesse, trovare il modo per far punti contro gli alabardati sarà il rebus di tutti gli allenatori di categoria.

L’ORGANIZZAZIONE E IL TIFO – Di fronte alla sceneggiatura ideata dai dirigenti del San Luigi (organizzatori dell’evento in quanto ospitanti) e al copione recitato alla grande dalle due tifoserie, il risultato è passato in secondo piano. A prendere il sopravvento sono stati i colori, dal bianco-rosso della curva Furlan al bianco-verde della Tribuna Pasinati, e quell’aria di festa che si respirava non appena saliti i primi gradoni dell’affascinante Stadio triestino. Un terreno di gioco senz’altro abituato ad ospitare eventi di maggiore caratura mediatica (solo qualche mese fa la Juventus ci ha vinto e festeggiato il suo 28° scudetto), ma a cui, forse, mancava una giornata come questa, nella quale 4000 triestini hanno ricordato, a chi l’avesse smarrito, il significato del termine “passione”, e di come essa possa ben accompagnarsi al gioco del pallone, quello semplice, distante da soldi e riflettori, e che molti dei ragazzi scesi in campo ieri conoscono e sponsorizzano ogni domenica. Esattamente quello che ha accompagnato i 300 ragazzini del San Luigi che, con i loro allenatori, si son presi un piccolo ma significativo momento di gloria calcando il prato del Rocco tra un tempo e l’altro.

NON C’È PARTITA – La cronaca della gara, invece, perde di significato alla luce del risultato, 0-4, che mette in risalto il gap esistente tra le due squadre, nonostante il San Luigi si sia presentato ai nastri di partenza di questa stagione come terza forza del torneo. Il tabellino parla di un incontenibile Muiesan, che in 21 minuti mette fine ad ogni velleità, firmando una tripletta che ricorderà per il resto della sua vita, e di un memorabile Franciosi, che si divide la palma di man of the match proprio con il goleador, e autore di una rete, esito di un’azione simile per molti versi alle serpentine dei vari Messi o Ronaldo. Sull’altro versante, poco San Luigi, un po’ inibito dal contesto surreale, un po’ sopraffatto dalla qualità, di un’altra categoria, degli alabardati.

ALABARDA – È riapparso sui petti dei giocatori bianco-rossi anche il glorioso simbolo della Triestina, scomparso assieme alle speranza di un campionato professionistico, dopo il fallimento e la conseguente iscrizione al torneo d’Eccellenza. L’alabarda, baciata da Muiesan dopo la prima marcatura, ha fatto la sua ricomparsa e gran parte del merito è da attribuire ai tifosi, promotori e finanziatori dell’iniziativa che ha permesso di affittarla, proprio così, fino a giugno 2013.

PUNTO DI PARTENZA – È evidente come siano loro, i sostenitori, il punto da cui ripartire per questa nuova Triestina. Il presente dice che domenica prossima arriverà al Rocco il Torviscosa, avversario scomodo, e che la strada per risalire la china è ancora lunga. Quello per cui si lavora, però, è permettere, un giorno, all’alabarda di incrociare di nuovo le lame di quei nemici abbandonati a giugno scorso al termine dello sciagurato play-out contro il Latina; una seconda possibilità, da giocarsi con la “fame” e lo spirito di chi di strada ne ha fatta tanta, ed anche in salita, ma che questa volta non vuole fallire.

Simone Zompicchiatti

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By | 2017-05-21T12:16:20+00:00 16/09/2012|Categories: Sport|Tags: , , , |0 Comments

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