Tropicana, un’esplosione di emozioni

Ma che strano sogno di un vulcano e una città
gente che ballava sopra un’isola.
Suonava Blue Gardinia un’orchestrina jazz
l’acqua ribolliva lentamente ad est.
L’esplosione e poi dolce dolce un’abbronzatura atomica
tra la musica dolce dolce tutto andava giù.

foto di Donato Aquaro

foto di Donato Aquaro

Nina è in camera e si esercita alla chitarra suonando e cantando Tropicana, una canzone divenuta per lei vitale mentre la casa si trasforma in una prigione. Il padre Mauro se n’è andato e si è rifatto una vita, la madre Lucia non riesce a superare l’abbandono e il dolore ingannando se stessa nella convinzione che prima o poi il marito torni. In questo quadro vive e si muove Nina che si ritrova suo malgrado “a fare l’adulta” perché di adulti non se ne vedono; troppo immaturi, incapaci di risolvere i problemi, senza prospettive, schiacciati dalle paure e vittime di se stessi e di quei legami dolorosi che non vogliono sciogliere.

L’atmosfera si carica, il senso di pesantezza aleggia, “come state? una merda come sempre” e prima che il vulcano esploda creando l’irreparabile, la fuga a Londra sembra l’unica soluzione; una boccata d’ossigeno per Nina che sogna un futuro sconfinato e ricco di vita. Il finale sembra scontato ma lo spettacolo, andato in scena alla Sala Bartoli del Politeama Rossetti, sorprende il pubblico proponendo tutt’altra soluzione: la cura a tutto ciò è sotto i nostri occhi, è dentro casa, dentro di noi perché “non c’è niente di buono nel restare bloccati”.

foto di Donato Aquaro

foto di Donato Aquaro

Una commedia diretta e un po’ cruda, che tratteggia molti aspetti della società moderna, che parla di noi e a noi senza retorica e con estrema onestà e chiarezza; la scenografia è molto colorata ed estremamente essenziale contornata da varie canzoni fra cui “Perfect day” di Lou Reed, i dialoghi sono ricchi di battute ciniche e divertenti sfumate a volte da inframezzi scurrili. La piéce, scritta e interpretata da Irene Lamponi con Cristina Cavalli, Elena Callegari e Marco Rizzo, ha molte più cose in comune di quanto si pensi ed è impossibile non rispecchiarsi nei protagonisti, in Lucia, Nina, Meda e Leo.

 

 

 

 

 

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