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TS+FF Day 4: il giorno di Stoya

Written by on 3 novembre 2018

Quarto giorno al teatro Rossetti per il Trieste Science+Fiction Festival 2018. Viaggi nel tempo, avventure spaziali ed un pizzico di horror in questa quarta sessione di proiezioni. Ma soprattutto grande hype (che si respira durante tutta la giornata) per l’arrivo di Stoya, nota pornoattrice, al suo esordio nel cinema non hard con il serbo Ederlezi Rising. Ecco il nostro personale bollettino.
 
La giornata poteva cominciare meglio. Solis non ci ha per nulla convinti, soprattutto a livello di realismo. Il regista a fine film dichiarerà di essersi voluto concentrare sulla storia e non su di una lezione scientifica. A nostro avviso, però, è proprio la trama a richiedere una fisica più accurata: si tratta di un survival spaziale in cui l’unico protagonista, intrappolato in una navicella verso il Sole, deve risolvere la classica serie di peripezie. Rendere con realismo almeno la dinamica della navicella in orbita avrebbe sicuramente giovato al lungometraggio. La pellicola dal punto di vista tecnico è girata bene (nonostante il basso budget di produzione), retta da un buon attore e con il pregio di essere praticamente in tempo reale: gli eventi narrati cadono esattamente al minutaggio dichiarato nel film. Non ci sentiamo però di consigliare un film con tante (troppe) inesattezze scientifiche.
 
Voto Sience Industries: 2/10
 
La giornata si risolleva alle 17 con The Dark. Il film ricorda un po’ Warm Bodies (zombie movie suis generis del 2013), a generi invertiti e dai toni molto più dark. La protagonista, assassinata e risorta come demone, trova la redenzione nell’amore della sua vittima: un ragazzo cieco ed abusato dal suo precedente aguzzino. Nonostante una trama semplice il film regala una bella fotografia, impreziosita dai due bravi e giovani protagonisti. Nonostante il contesto non sia, a nostro avviso, puramente fantascientifico, la pellicola merita un voto più che positivo.
 
Voto Science Industries: 8/10
 
Molto bene anche Man Divided [QEDA], thriller fantascientifico incentrato sul tema dei viaggi nel tempo. La tematica è in parte già vista: il protagonista deve tornare indietro nel tempo per salvare il presente, stando attento a non alterare la storia. Nonostante ciò il film è ben interpretato, l’espediente del viaggio nel tempo è trattato in modo originale e il finale alza di un voto il giudizio sul film: non scontato e molto potente nella sua semplicità. A livello di immagini, spicca un minimalismo nordico (la pellicola è Danese) che abbiamo apprezzato.
 
Voto Science Industries: 9/10
 
Non ci ha entusiasmati invece l’esordio di Stoya in Ederlezi Rising. Lento ed inesorabile (che di per sè non è necessariamente un difetto) ma senza dire nulla di significativo. A tratti noioso e molto giocato sull’impatto visivo: è chiara l’ispirazione a 2001-Odissea nello Spazio di alcune inquadrature. Bravi gli attori, in particolare Stoya, ma una pretesa di poesia e riflessione colta che purtroppo non passa così bene. Forse se il regista non avesse cancellato il monologo esplicativo iniziale di cui parlerà a fine film, la pellicola avrebbe avuto tutta un’altra chiave di lettura.
 
Voto Science Industries: 3.5/10
 

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