Udinese: 7a meraviglia ed Europa più vicina

In una gara dai mille significati, l’Udinese sfodera il carattere da guerriera per avere la meglio di un’ostinata Atalanta, capace di andare in vantaggio nelle battute iniziali. Le due perle di Antonio Di Natale, giunto a quota 22 in campionato (102 in 4 anni), tengono vivo il sogno europeo dei friulani, che saranno padroni del proprio destino quando, domenica prossima, scenderanno sul prato di San Siro per la sfida contro un’Inter fuori dai giochi. Quando, più di un mese fa, i bianconeri sconfissero il Chievo per 3-1 al Friuli, nemmeno il più ottimista dei tifosi avrebbe immaginato che quell’affermazione sarebbe stata l’inizio di un’incredibile cavalcata degli uomini di Guidolin. Se nelle ultime stagioni l’Udinese aveva abituato a rimonte in grande stile, mai nella storia era stata capace di mettere in fila una serie così lunga di vittorie: la settima meraviglia odierna, capolavoro tecnico-tattico di un gruppo di giocatori e preparatori insaziabili, trascrive i loro nomi nel libro dei record bianconero. I loro volti saranno fotografati nell’album dei ricordi friulano, anche per essere stati gli ultimi a regalare l’ennesima intensissima emozione all’interno del “Vecchio” Friuli, che da domani sarà sottoposto a un trattamento di ringiovanimento che lo porterà a essere uno stadio all’avanguardia, in linea con i canoni europei.

Il Friuli per Udinese-Ajax del 4/11/'97, da domani inizierà l'ammodernamento

Il Friuli per Udinese-Ajax del 4/11/’97, da domani inizierà l’ammodernamento dell’impianto

LA PARTITA – Per cogliere in un sol colpo tre risultati storici (il record, il saluto al Friuli e l’Europa), all’Udinese serviva una partenza “a razzo” e una condotta impeccabile. Se la prima è stata realizzata (tiro centrale di Di Natale al 2′ e traversa al 4′), nel secondo caso le aspettative sono state disattese. Sulla conclusione da fuori di Giorgi, al 10′, Brkic non è impeccabile nella deviazione e concede altre due chance a De Luca, sulla seconda delle quali, il numero 91 bergamasco firma l’inatteso vantaggio ospite. La reazione friulana c’è ma è inizialmente confusa e i padroni di casa concedono il fianco alle ripartenze orobiche: al 31′ e al 34′ Facundo Parra spreca per due volte il pallone del 2-0. Passato lo spavento, l’Udinese ritrova l’equilibrio per colpire senza rischiare di soccombere e comincia a tessere la propria tela. Tra il 35′ e il 40′ alcune iniziative di Pereyra e Basta sono il preludio all’azione del 42′: Allan estrae la bacchetta magica, polverizza l’opposizione due avversari e inventa un assist per Totò Di Natale, che, a tu per tu con Consigli, conferma la propria fama di killer infallibile sotto porta e realizza l’1-1. Si va all’intervallo sul pareggio, ma ai bianconeri, in virtù del vantaggio della Lazio sulla Sampdoria, serve una vittoria per sognare il 5° posto. Così l’Udinese nei 15 minuti di riposo prepara un secondo tempo tutto cuore, e sin dalla ripresa del gioco i suoi intenti riescono a trasformarsi in azioni. Al 6′ Di Natale spaventa Consigli con una velenosa punizione calciata sotto la barriera e al 7′ lo trafigge per la seconda volta; scambio Pinzi-Muriel al limite dell’area, un rimpallo favorisce Totò, appostato nel cuore dell’area di rigore come un cecchino, e il suo destro, imparabile, ribalta il risultato: l’Udinese è avanti 2-1. I friulani continuano a buttare legna sul fuoco e provano a chiudere il match al 13′: da Badu a Di Natale, che di prima pesca Gabriel Silva sulla sinistra, ma il destro dell’esterno brasiliano, non il suo piede preferito, non centra la porta. A metà della seconda frazione, le squadre cominciano a risentire del caldo e dell’impegno infrasettimanale e le conclusioni verso le due porte diminuiscono drasticamente. L’Udinese tenta la fortuna in un paio di occasioni con il solito Di Natale, l’Atalanta cerca disperatamente qualche pallone in area per Parra, ma senza troppa fortuna. L’ultimo sussulto è l’infortunio di Di Natale (44′), che dopo uno stacco di testa appoggia male la gamba sinistra sul terreno, con conseguente iperestensione del ginocchio. Il capitano esce in barella, e il pubblico del Friuli lo omaggia con un applauso, che racchiude in sé il forte desiderio di non essere l’ultimo della sua carriera. Al 48′, sul triplice fischio dell’arbitro, i tifosi assiepati sugli spalti dimenticano delle preoccupazioni ed esplodono in un boato di liberazione.

L’Udinese conquista una vittoria meritata, contro un’Atalanta a cui va un plauso per aver combattuto con coraggio nonostante le scarse motivazioni. Il quadro che si ricava dall’ultima giornata al Friuli per come lo conosciamo, possiede una sublime bellezza: in una cornice di pubblico raramente vista anche negli appuntamenti più importanti, e che ha colorato le gradinate, l’Udinese sfodera una prestazione da “brave heart” e come nei film più belli vince in rimonta con la doppia firma della sua bandiera Totò Di Natale. Non bastasse, i ragazzi di Guidolin firmano al Friuli il record di vittorie consecutive dei friulani nella massima serie e fanno un passo importante verso la quarta qualificazione europea consecutiva, un traguardo che avrebbe del sensazionale. Tutto, però, passa per il G. Meazza di Milano. Con la Lazio che dovrebbe aver facilmente la meglio sul Cagliari, all’Udinese non rimane che la vittoria contro un’Inter che, per dovere morale verso i suoi tifosi, non potrà fare sconti. La parola al campo…

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By | 2017-05-21T12:15:09+00:00 13/05/2013|Categories: Sport|Tags: , , , , |0 Comments

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