Udinese beffata, addio Coppa Italia

Cornuta e mazziata. L’Udinese manca un altro appuntamento stagionale, e la prima gara di Coppa Italia di questa edizione si trasforma, in men che non si dica, nell’ultima; ad acuire la delusione e lo sconforto friulani il fatto che l’eliminazione arrivi dopo aver spremuto da muscoli e cuore una performance di assoluto valore, mettendo sotto la più quotata (almeno secondo le testate nazionali) Fiorentina di Vincenzo Montella.

Borja Valero si appresta a trafiggere Padelli

PARTITA VERA – Che non si prospettasse una delle classiche gare “scapoli-ammogliati” a cui spesso assistiamo quando prende il via questa competizione, lo si era capito già nei giorni precendenti, ascoltando le parole alla stampa di tecnici e giocatori. Il “Valorizziamo la Coppa Italia” con cui Guidolin aveva aperto la classica conferenza della vigilia era la parafrasi prudente delle dichiarazioni di Di Natale e, soprattutto, Pinzi che, già in sede di ritiro ad agosto, avevano investito la Coppa di lega ad obiettivo stagionale. Di contro, Montella aveva parlato di “trofeo importante”, una formula simile a quella utilizzata dal mister dei bianco-neri, per esprimere lo stesso concetto: in campo la squadra migliore con l’obiettivo di accedere ai quarti, dove ad aspettare una delle due contendenti c’è già la Roma di Zeman. Nella Fiorentina riposa il solo Luca Toni, che a 35 anni si permette di tirare il fiato dopo la doppietta di domenica, Guidolin rispolvera Gabriel Silva a sinistra, uno dei migliori, e piazza Fabbrini, a tratti immarcabile, come innesco di Di Natale. L’avvio friulano, come nelle migliori giornate, è travolgente. Dopo 15′ l’Udinese ha già prodotto almeno 2-3 nitide palle gol: Gabriel Silva a tu per tu con Neto sembra spaesato mandando alto di testa, Heurtaux, anche lui a confronto diretto con il numero uno ospite, si improvvisa giocoliere con pessimi risultati, Pinzi calcia da pochi passi a colpo sicuro ma trova l’opposizione di Roncaglia. Arriverà il meritato vantaggio? Sembra il lieto fine di una trama già scritta, quando Di Natale, al 24′, raccoglie palla ai 20 metri e punta Rodriguez nell’uno contro uno, ma il tiro del capitano friulano è sporcato dal difensore viola quanto basta per mandarlo a lato dalla porta di un Neto battuto. Sembra non voler entrare. E tra le tribune del Friuli si intravede l’ombra della secolare legge del calcio, per cui ad ogni gol sbagliato ne consegue uno subito. L’Udinese prova a smentire “la scienza del pallone” e persevera con i tentativi di Di Natale, sinistro debole che Neto controlla, e di Basta, che riesce solo a sfiorare il pallone strozzato da Heurtaux, permettendo alla Fiorentina di salvarsi. Quella viola è un squadra di qualità e ben preparata e lo dimostra al minuto 36: al primo cenno di rilassatezza friulano gli uomini di Montella spingono sull’acceleratore e, complice l’interdizione difettosa di Basta, Borja Valero riceve palla in area, converge sul destro e spara, giovando di una sfortunata deviazione bianco-nera per trafiggere Padelli: è 0-1. L’Udinese accusa il colpo, frastornata da un ingiusto svantaggio, la Fiorentina potrebbe addirittura approfittarne come un avvoltoio su una carcassa, ma è fin troppo così, si va al riposo.

ALTALENA DI EMOZIONI – Guidolin ricarica le batterie ai suoi, infonde fiducia, e al calcio d’inizio della ripresa ripropone gli stessi undici, che dopo soli tre giri di lancette regalano l’illusione del gol ai tifosi assiepati in tribuna: Fabbrini sguscia alle marcature dei viola, indirizza verso Di Natale che colpisce di collo pieno ma trova niente più che l’esterno della rete. 60 secondi dopo, ancora il capitano cerca la porta avversaria: la deviazione avversaria impenna la conclusione che si adagia beffarda sulla rete sopra la testa del portiere viola. Sul corner successivo Basta arma il mancino e apre il fuoco, Neto respinge. Dopo l’inizio lanciato di seconda frazione l’Udinese prende fiato, ma con la Fiorentina è una scelta imprudente, perché non appena i gigliati guadagnano campo diventano pericolosi; al 51° minuto Cuadrado subisce fallo al limite dell’area friulana, Pasqual si incarica della battuta: il suo mancino è velenoso e solo la traversa salva i ragazzi di Guidolin. Al minuto 55, il misteri di Castelfranco Veneto si decide e toglie dalla mischia Pinzi, che non la prende troppo bene, per inserire Luis Muriel, il talento più atteso dalla dirigenza bianco-nera; ne nasce una nuova partita: l’Udinese è spezzata in due blocchi ed ad ogni attacco si espone al contropiede avversario. Le occasioni si susseguono da una parte e dall’altra, senza che alcuna delle due compagini ne sappia approfittare; la più ghiotta delle chanche capita sulla testa di Totò Di Natale che destina il pallone a baciare il palo interno, ma nella giornata di grazia viola questo non basta, perché Neto riesce a sfiorare, mettendo in corner con un intervento miracoloso. I friulani tentano ancora lo sfondamento, la Fiorentina non concretizza alcune ripartenze invitanti, si arriva al 90′ in condizioni di equilibrio precario. La palla buona capita sui piedi di Muriel che si lascia attrarre, però, dalla forza gravitazionale di Di Natale, al quale serve un pallone irraggiungibile, anziché dar palla comodamente ad almeno due compagni smarcati in area.

Oltre al danno dell’ennesima eliminazione da un coppa che sin dal 1922 non porta fortuna ai friulani, la beffa di esser stati sbattuti fuori dopo aver condotto una gara lodevole ed aver investito molto, in termini di impegno e dedizione, su questo ottavo di finale. L’unico modo per conquistare l’Europa resta quel 6° posto in campionato, attualmente occupato dalla Roma, che dista 6 punti; chissà… non tutto il male viene per nuocere.

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By | 2017-05-21T12:15:58+00:00 19/12/2012|Categories: Sport|Tags: , , , , |0 Comments

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