Udinese l'equilibrista: 2-2 a Verona

CALCIO, CHIEVO 2-2 UDINESE, FRANCESCO GUIDOLIN

Calcio: Chievo Verona 2 -2 Udinese; Francesco Guidolin

Sospesa su un filo spesso quanto un dito, l’equilibrista Udinese prosegue la sua cauta marcia d’avvicinamento all’obiettivo stagionale, quei 40 fatidici punti di cui i tifosi friulani sentono parlare da due anni a questa parte. Come l’artista circense, la squadra di mister Guidolin, che grazie al pareggio di Verona ha collezionato il quinto risultato utile consecutivo in campionato (2 vittorie e poi 3 pareggi), appare avanzare con l’incertezza di chi teme il capitombolo, anziché con la sfrontatezza di chi confida nelle proprie capacità, caratteristica che aveva accompagnato i bianco-neri nelle due cavalcate Champions degli anni precedenti.

DILEMMA ESISTENZIALE – È con questo spirito che gli undici friulani scelti dall’allenatore veneto hanno varcato il tunnel dello Stadio Bentegodi, bagnato pesantemente dalle insistenti piogge che hanno colpito la penisola. Alla guida del battaglione, un po’ a sorpresa, Totò Di Natale, favorito, forse, dall’asinata (concedetemelo) del colosso Ranégie il quale, come riporta La Gazzetta dello Sport, non si è presentato alla partenza dell’Udinese per Verona, convinto che la gara si dovesse giocare fra le mura amiche del Friuli. Non è stata sufficiente nemmeno la presenza del loro capitano per trasmettere alle zebrette quella spregiudicatezza necessaria per approcciare positivamente alla gara, è, così, l’Udinese si è ritrovata nel bel mezzo del rettangolo di gioco senza l’audacia di osare, sospesa fra la voglia di allungare la zampetta per abbozzare un passo sulla corda sospesa nel vuoto e il timore di non riuscire nel numero e ritrovarsi sommersa fra i fischi di adulti e bambini. Tradotto dall’ideale al materiale, l’approccio bianco-nero ha spianato la strada al Chievo, che, approfittandone, si è reso pericoloso per due volte già nei primi minuti, in entrambe le situazioni con Thereau, impreciso sia con il sinistro che con il destro. La successiva mezz’ora di gioco, se così può essere definita, non ha regalato grossi spunti ai cronisti, ma la supremazia territoriale clivense si è, meritatamente, tramutata in rete al minuto 38, quando su cross da calcio d’angolo, la traversa ha servito un comodo assist per Andreolli, beneficiato dal goffo e inefficace tentativo di Brkic. Messa fuori equilibrio dal gol dei padroni di casa, l’Udinese, pur di non cadere piedi all’aria, ha reagito e si è, finalmente, spinta in avanti. A riportarla subito in bilico è arrivata la prima rete nella massima serie di Gabriele Angella, che ha trafitto Sorrentino con uno spettacolare tuffo di testa.

FOTOFINISH – Che il gol trovato sul finire del primo tempo avesse potuto caricare i ragazzi di Francesco Guidolin è stata la speranza coltivata dai tifosi friulani nel quarto d’ora d’intervallo, ma sono bastati due minuti della ripresa per sciogliere quell’illusione come neve al sole: la mancata presa di Brkic, dopo soli 120 secondi di gioco, ha concesso a Dainelli una conclusione a porta sguarnita, disinnescata solo dal tempestivo intervento di Danilo. Il rumore dei nemici ha nuovamente catapultato l’Udinese nella dimensione dell’incertezza, indecisa fra il voler diventare grande o il trascorrere una spensierata infanzia senza fine sull’Isola che non c’è. Ad acuire il tremolio dei friulani, l’occasione sciupata dal Luciano al 23°; l’ex Eriberto ha scheggiato la traversa su penalty concessogli, generosamente, da un’inadeguato Doveri, non di certo coadiuvato adeguatamente dai suoi collaboratori. Nasce proprio da un offside non segnalato il secondo fallo da rigore commesso da Danilo (che colleziona così anche il secondo giallo), che consente a Paloschi di ritornare al gol dopo un lungo e sofferto viaggio tra le giostre del parco degli infortuni e delle ricadute: al minuto 44 della ripresa, è 2-1 in favore del Chievo, e l’Udinese sembra non riuscir più a reggersi stabilmente su quel filo che ogni secondo che passa diventa più scivoloso. Ma, come in precedenza, sull’orlo dell’oblio la squadra friulana tira fuori gli artigli per restare aggrappata. Il colpo di reni che permette all’equilibrista Udinese di rimettersi in linea di galleggiamento è firmato, ancora, Angella, che, quando il cronometro segna ormai il 46° del secondo tempo, sfrutta, da vero ariete d’area di rigore (meglio di quanto riesca Ranégie) il cross dell’instancabile Dusan Basta, e trafigge il numero uno di casa, permettendo all’Udinese di strappare un altro punto, segno, perlomeno, di una squadra che non molla mai (quarta rimonta consecutiva in Serie A).

IN RICORDO DI TE – Nonostante le due prodezze di cui è stato protagonista in campo, il gesto più bello della domenica di Gabriele Angella è stato quello successivo al triplice fischio del direttore di gara. Una volta ai microfoni dei giornalisti, infatti, il difensore ex Empoli, ha dedicato le due realizzazioni, arrivate proprio in questa città, Verona, all’amico scomparso nell’aprile scorso, Piermario Morosini, di cui tutto il mondo calcistico soffre la mancanza.

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By | 2017-05-21T12:16:03+00:00 11/11/2012|Categories: Sport|Tags: , , , , |0 Comments

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