Udinese, l'Incompiuta: 1-1 con la Roma

Quella di Franz Schubert è la più celebre, ma anche nel mondo calcistico nostrano esiste un’«Incompiuta» ammirata e lodata da molti: è l’Udinese. Decantata e presa da modello da numerosissime società, non solo del nostro Paese, la creatura della famiglia Pozzo ha prodotto negli anni tanto, senz’altro dal punto di vista economico, ma altresì da quello sportivo, con stupefacenti risultati abbinati, spesso, al bel gioco. Tuttavia, la «fuoriserie» bianco-nera sembra avere il difetto ingolfarsi sul rettilineo finale, quando con lo sprint giusto, nessun traguardo le sembrerebbe precluso. La storia della società friulana trabocca, ahilei, di mete mancate per un soffio (a partire dalla finale di Coppa Italia del 1922 con il Vado, fino alle recenti eliminazioni europee giunte per mano di Barcellona, Arsenal e Sporting Braga), e questa stagione ne sembra rimarcare perfettamente i tratti. Il soprammenzionato preambolo introduce, partendo da molto, molto, lontano, l’anticipo di ieri sera tra Udinese e Roma, terminato con un 1-1 che non accontenta nessuno, frenando la rincorsa al terzo posto dei capitolini, e quella al quinto (o sesto?) degli uomini di Francesco Guidolin, i quali ora vagano per la classifica senza destinazione.

Luis Muriel, quello contro la Roma è stato il suo 5° gol stagionale

Luis Muriel, quello contro la Roma è stato il suo 5° gol stagionale

LA PARTITA – La cura di Aurelio Andreazzoli, sostituto di  Zdenek Zeman, ha rinfrescato le idee di De Rossi e compagni, che si presentano al «Friuli» forti di tre vittorie consecutive. Il tecnico giallo-rosso ripropone la difesa a tre, conferma il record-man Francesco Totti, ed esclude Osvaldo, rilanciando dal 1′ Florenzi. I padroni di casa adottano, nel segno della continuità dopo l’affermazione di Pescara, il «nuovo» 3-4-3, che permette la compresenza di Maicosuel, Muriel e Di Natale, il cui inchiostro ha da poco scritto 150 sul libro della storia della società bianco-nera. La partenza è di marca friulana: proprio il miglior realizzatore di sempre del club impegna Stekelenburg, che si distende sulla destra, rifugiandosi in corner. La risposta degli ospiti non tarda ad arrivare; sugli sviluppi di un calcio piazzato, Florenzi è lasciato colpevolmente solo dalla retroguardia dell’Udinese, ma l’invito di Totti, che sembrerebbe il preludio al più facile dei gol, si spegne sul corpo dell’attento Brkic. Pochi istanti dopo, un incauto disimpegno di Gabriel Silva apparecchia la tavola per gli avanti capitolini: Totti disegna con un tocco fatato, Florenzi incorna ma Brkic si supera mandando sulla traversa; prodezza invana però, perché il legno consegna un facile tap-in a Lamela, che ringrazia e barra la casella numero 12 alla voce «gol stagionali» (al netto di calci di rigore!). L’Udinese prova a ricomporsi, ma soffre la ritrovata attenzione difensiva dei giallo-rossi e, soprattutto, fatica a sconfiggere il malanno cronico di cui è affetta in questa stagione: scarsezza offensiva (dal punto di vista del gioco, perlomeno…). All’intervallo la Roma è avanti e si candida come secondo team ad espugnare il fortino friulano nella Seria A 2012/2013 (finora solo la Juventus).
Alla ripresa i 22 protagonisti non sono cambiati, ma i padroni di casa alzano il ritmo alla gara con maggiori convinzione e personalità. Il primo squillo è opera di Maicosuel, che riceve a sinistra, carica il destro ed impegna il numero uno ospite in una parata a terra. L’avviso lanciato dal brasiliano avrebbe dovuto da solo mettere in allerta Burdisso e soci, a conoscenza del fatto che, seppur poco spettacolare, l’Udinese è maledettamente cinica. Prova a prevenire il peggio Andreazzoli , togliendo dalla mischia il re di Roma (servono nome e cognome?) ed inserendo Osvaldo. Col senno di poi tutti sono maestri, ma quel che è inoppugnabile e che, passati pochi minuti dalla sostituzione l’Udinese pareggia: Maicosuel penetra in serpentina, attrae a se la difesa capitolina per poi scaricare su Muriel; l’ex Lecce con due tocchi manda a vuoto Piris e Burdisso e con il terzo affonda Stakelenburg per l’1-1. Bilanciate le sorti del match, la partita  appare avviarsi verso un finale incerto, tuttavia il direttore di gara (signor Guida) spezza l’equilibrio, mandando sotto la doccia anzitempo Heurteaux, sebbene l’intervento del difensore francese non sembra così grave da poter causare il cartellino rosso diretto. La Roma sente il profumo della vittoria e decide che è l’occasione buona per eliminare una rivale per l’Europa. Dopo tanta confusione, la palla buona capita all’ultimo respiro sul destro di Osvaldo: l’opportunità è colossale, ma il bomber è indeciso (superficiale?) al momento dell’impatto con la sfera, che anziché essere calciata con il piede destro, viene malamente colpita con il parastinco ed esce beffardamente lontano della porta difesa da Brkic. Sull’errore della punta naturalizzata italiana scorrono i titoli di coda dell’incontro, che chiudono una serata non di certo memorabile, né per la qualità del gioco messa in scena da entrambe le compagini, né per il significato che assume questo pareggio: francamente inutile, appunto.

L’Udinese esce comunque tra i meritati applausi del Friuli. Lo spirito da gladiatori, anziché appartenere ai capitolini, lo dimostrano di possedere ancora una volta Domizzi e compagni. La speranza di partecipare ad una competizione europea durante la prossima annata non è persa, ma, comunque si concluda questo campionato, l’impressione è ci si trovi difronte ad una stagione di transizione, forse l’ultima di Guidolin (come allenatore almeno). Per quanto «Incompiuta», c’è un dato che depone a favore della creazione di Giampaolo e Gino Pozzo: nel computo generale di 27 stagioni di gestione, il trend del club friulano (al netto delle minime oscillazioni connaturate in un’attività come il calcio) sembra in costante crescita (si vedano le ultime qualificazioni Champions e la positiva attuale annata) e se confrontato con la tendenza inversa messa in mostra da alcune «grandi» del nostro calcio (le milanesi su tutte), la speranza che un giorno, non troppo lontano, qualche trofeo prestigioso possa muoversi verso il nord-est non è così remota…

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By | 2017-05-21T12:15:35+00:00 10/03/2013|Categories: Sport|Tags: , , , , |0 Comments

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