Udinese sedotta e abbandonata dalla Dea: Denis fa valere la legge dell’ex

Dopo tre sconfitte consecutive (Napoli, Fiorentina e Parma), l’Atalanta torna alla vittoria e scaccia le nubi che si erano addensate attorno a Colantuono e i suoi ragazzi. Come purtroppo spesso capita nel mondo del calcio nostrano, l’esasperazione dei toni e la cieca ricerca della vittoria conducono intere tifoserie a mettere nel mirino il buon lavoro delle società. Se i bergamaschi sono stati abili a serrare le fila e uscire dalla suddetta delicata situazione, ora il testimone passa agli uomini di Francesco Guidolin, aspramente criticati da buona parte dei supporters bianconeri per un inizio di stagione, Europa League compresa, che in molti immaginavano differente. La riconoscenza nel calcio, almeno a queste latitudini, sembra ancora un lontano traguardo. Il tecnico di Castelfranco Veneto, decantato fino a ieri per le imprese delle tre scorse stagioni, dopo la sconfitta odierna in casa degli orobici, si trova a fronteggiare il malumore di una cospicua porzione della piazza udinese. La prestazione di oggi, negativa sotto tutti i punti di vista, non rappresenta certo il punto di maggior lucentezza dell’Udinese guidoliniana; tuttavia, ogni performance andrebbe contestualizzata, tenendo conto dei numerosi fattori che la influenzano (stato di forma psicofisico, avversario, assenze, ecc…) e sforzandosi di riconoscere, con oggettività, i limiti di una rosa che, nelle recenti annate, si è superata anche grazie all’apporto di molti campioni che oggi militano nei migliori club d’Europa.

Il tuffo che vale l'1-0 firmato Denis

Il tuffo che vale l’1-0 firmato Denis

LA PARTITA – I friulani interpretano la gara secondo il solito copione. L’Udinese crea densità entro la propria metà campo e attende il momento buono per ripartire alla velocità della luce. I padroni di casa, il cui atteggiamento è comunque accorto, osano maggiormente alzando spesso e volentieri la linea del pressing e costringendo a più riprese i bianconeri dentro la propria area. L’atteggiamento delle due formazioni è perfettamente rappresentato da quanto va in scena tra il 18° e il 21° minuto. La Dea schiaccia i friulani e crea per almeno tre volte i presupposti per andare in vantaggio, chiamando in causa anche un attento Kelava. L’Udinese, recuperato il possesso della sfera, imbastisce un contropiede micidiale che lancia, dopo due soli passaggi (illuminante Di Natale), Maicosuel verso la porta difesa da Consigli. Il brasiliano unisce tecnica e velocità, seminando i difendenti, ma la sua conclusione rasoterra si spegne a qualche centimetro dal gol. Scampato il pericolo, i bergamaschi ricominciano a tessere la loro tela, importunando più volte il numero ospite, che disinnesca tutti i tentativi degli orobici fino al 46′. Sugli sviluppi del settimo corner a favore dell’Atalanta, Badu prolunga maldestramente il traversone della destra favorendo l’inserimento di Denis che, dimenticato da Danilo, sigla in tuffo l’1-0.

Nella ripresa, i nerazzurri abbassano i toni del pressing e l’Udinese gestisce maggiormente la palla senza però dimostrare di possedere le idee e i mezzi necessari per sfondare. In soccorso ai friulani, arrivano l’ingenua trattenuta in piena area di rigore di Stendardo ai danni di Danilo e il conseguente fischio del signor Giacomelli di Trieste. Con Di Natale già sul dischetto, l’assistente di linea richiama l’attenzione del primo fischietto e intavola una lunga discussione che da lì a diversi minuti porterà la squadra arbitrale a cambiare la decisione: niente rigore, ma fuorigioco del centrale difensivo dell’Udinese. Il replay conferma la posizione irregolare del difensore brasiliano, ma se questi, come sembra, non partecipa attivamente all’azione, allora il fallo commesso da Stendardo sarebbe comunque punibile. Cavilli regolamentari a parte, il gioco prosegue e i bianconeri appaiono ancora in difficoltà in fase di costruzione. Al contrario, ogni volta che l’Atalanta si affaccia nella metà campo avversaria sembra sapere come colpire i friulani che, infatti, al 63′ capitolano: Cigarini irrompe nella trequarti bianconera e disegna un lob per l’inserimento di Denis che, sorpresa la retroguardia friulana, trafigge un incolpevole Kelava. Il finale di gara vede l’Atlanta chiudersi a riccio e concedere solo le briciole a un’Udinese poco convinta, che va vicino ad accorciare le distanze in particolar modo con Heurtaux, il quale sbaglia clamorosamente il tap-in vincente, dopo che Consigli aveva respinto il tentativo di un ottimo Nico Lopez.

Una lunga settimana attende ora i bianconeri, per la prima volta messi sotto accusa dai propri sostenitori e da una parte della stampa. Nemmeno in occasione delle quattro sconfitte con cui era partita la seconda avventura friulana di Guidolin i commenti si erano fatti così pesanti. Nel prossimo turno, Di Natale e compagni ospiteranno il Cagliari. Mai come in questi casi, la vittoria è la miglior medicina, sperando in un Friuli dodicesimo uomo in campo.

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By | 2017-05-21T12:12:19+00:00 29/09/2013|Categories: Sport|Tags: , , , , |0 Comments

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