Un bel dipinto musicale firmato Valentina Peleggi e Chloe Mun

Un divertente viaggio musicale nell’ Italia dell’ Ottocento. 

Il secondo concerto della Stagione Sinfonica vede pagine di Beethoven, Chopin e Mendelssohn e a dirigere la compagine del Teatro Verdi la giovane direttrice italiana Valentina Peleggi.

Il programma si apre con il celebre Coriolano del grande compositore tedesco Ludwig van Beethoven, il brano scritto a libera ispirazione ha visto la sua prima esecuzione nel 1807 e narra le avventure del generale romano Coriolano il quale espulso dalla città convinse i Volsci a marciare su Roma con il comando; questo conflitto sentimentale fu la scintilla che spinse Beethoven a comporre la overture.

La serata è proseguita con il “Concerto per pianoforte n 2 op 21” del compositore polacco Fryderyk Chopin, a rendere magica questa pagina è stata Chloe Mun giovanissima (1995) interprete sudcoreana. Il concerto scritto tra il 1829 e il 1830 fu presentato a Varsavia il 17 marzo 1830 con Chopin stesso alla tastiera; differentemente dal concerto della scorsa settimana, questa pagina ha una struttura molto più classica. Nel primo tempo, dopo una breve introduzione, il pianista si sbizzarrisce su 5 ottave mentre nel secondo movimento, Larghetto, molto amato da Schumann e Liszt si intravede un gusto molto italiano, intimo ed elegante. L’allegro vivace, ultimo movimento, è un lento ritorno a casa sia nella struttura che nelle celle melodiche che lentamente portano l’ascoltatore ad una bella conclusione.

Chloe Mun

Chloe Mun

Il primo tempo della serata regala delle immagini ben definite, la pianista con una tecnica mostruosa, anche se in certi momenti mancava di musicalità, convince il pubblico; dopo numerosi applausi Chloe Mun offre al pubblico un Lied per Pianoforte di Schumann.

La seconda parte si avvia con la Quarta Sinfonia di Felix Mendelssohn chiamata “l’italiana”, scritta di ritorno da un tour europeo fatto tra il 1829 e 1831; ammirando il nostro Bel Paese, l’autore decise di riportare in musica le immagini rimaste impresse fra Roma e Napoli.

La prima della sinfonia avvenne a Londra il 13 maggio 1883, l’autore non rimase però soddisfatto a tal punto che non diede il permesso di stampa fino al 1835 dove, dopo 2 anni di modifiche e aggiustamenti, trovò la “quadratura perfetta”. Il primo movimento, nella classica forma sonata, è seguito dalla rievocazione di una celebrazione funebre che l’autore vide a Napoli; il terzo movimento invece è un tipico esempio di minuetto e il finale uno spumeggiante saltarello. Anche se non sono visibili temi popolari, il carattere della sinfonia riporta al clima genuino dell’Italia del tardo Ottocento.

Valentina Peleggi dimostra un ottimo feeling con la compagine triestina dando il meglio di sé nella seconda parte diretta completamente a memoria. Il suo gesto, il talento e la tecnica vanno sempre a segno, tanto da essere al momento Assistant Conductor dell’orchestra di San Paolo del Brasile.

L’orchestra del teatro ci regala un altro bel concerto fresco e frizzante, il saltarello della sinfonia infatti è la dimostrazione di quanto lavoro sia stato fatto. Il prossimo concerto è in programma venerdì 30 settembre e sarà dedicato agli autori russi.

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About the Author:

Triestino, classe 1984, da sempre appassionato di musica e teatro. Studia Tromba, Composizione, Direzione d'orchestra a fiati. Collabora con la Webzine "Amici del Musical". Dirige la Corale del Duomo di Muggia e la Banda dei donatori di sangue di Villesse (GO). Pubblica presso le edizioni Tierloff (Nl), Baton (Nl), Orchestralart (A), Kliment (A).