Un miliardo di euro per la Green Economy

Un pacchetto da 1 miliardo di euro per promuovere la Green Economy sarebbe quello che il ministro dell’Ambiente Corrado Clini avrebbe presentato al Governo, secondo quanto dichiarato dallo stesso a “Repubblica“. Lo scopo che si propone di raggiungere è realizzare degli investimenti nei diversi settori dell’economia sostenibile che valgano l’1% del PIL, settore che già oggi crea 5 miliardi di fatturato, oltre a circa 400 mila posti di lavoro.

Il punto di partenza per strutturare questo pacchetto sono stati i traguardi posti dall’Europa per il 2020, che prevedono una riduzione del 20% delle emissioni serra, il 20% di energia ricavata da fonti rinnovabili, e il 20% in più di efficienza energetica. Per realizzare questo progetto Clini afferma che prevede un entrata, pari a 600 milioni, proveniente dal Fondo di rotazione per Kyoto, e l’utilizzo del 50% di quanto ricavato dalle quote che le industrie versano per le emissioni dannose. A questo bisogna aggiungere il risparmio previsto grazie alla produzione di biometano nel territorio nazionale, che sostituirebbe 1/3 dell’importazione di gas dalla Russia, stimato per circa 2,5 miliardi di euro, senza contare l’incremento di posti di lavoro che l’attività comporterebbe. Altri risparmi verrebbero dalla produzione di biofuel che prenderebbe il posto di circa 8 milioni di barili di greggio l’anno. In seguito a queste considerazioni il ministro Clini ritiene che sarà possibile creare un rapporto di collaborazione continua con il Ministero dello Sviluppo, “disegnare una strategia di rilancio del Paese basata su un uso più accorto delle risorse, sull’efficienza energetica, sulle fonti rinnovabili, sul recupero dei materiali, su un sistema di trasporti più moderno, sull’innovazione tecnologica“.

Gli interventi presentati al Governo consisterebbero nel seguire il modello degli sgravi fiscali. Con il modello già attivo, che prevede uno sgravo del 55% negli interventi di miglioramento energetico nelle case, sono state coinvolte milioni di persone, creando secondo i calcoli del Ministro un’uscita di denaro dal nero.

Ingenti investimenti andrebbero anche alla produzione di energia da fonti rinnovabili, già finanziati in parte con il pagamento delle bollette. Il pacchetto prevede un investimento totale di 12 miliardi, di cui 7 nel settore del fotovoltaico, e 5 per le altre fonti (eolico, idroelettrico, geotermico).

Rilevanza va data anche alla raccolta differenziata, che ha visto degli impedimenti fino ad ora a causa dei suoi costi di realizzazione. Ma “La raccolta differenziata è una miniera ancora in buona parte inesplorata” ha affermato Clini, portando ad esempio il comune di Venezia che ha deciso di costituire un eco distretto per la valorizzazione dei materiali riutilizzabili. Proprio lì nascerà una fabbrica per la produzione di vetro.

Altro punto rilevante del piano è la bonifica dei terreni, che è un’operazione molto costosa. Per ovviare al il Ministro così esposto la sua idea: “Prendiamo i 57 siti in cui è stato previsto un intervento di bonifica: sono spesso collocati all’interno di aree urbane di grande pregio. Se la loro destinazione d’uso resta quella di area industriale, naturalmente con una tipologia produttiva senza rischi ambientali, può essere sufficiente la messa in sicurezza dell’area, che comporta un investimento molto inferiore rispetto alla bonifica“.

Riassumendo quindi l’origine del finanziamento, Clini prevede: 600 milioni di incentivi dal fondo di rotazione per Kyoto, che reintroduce gli incentivi a famiglie e imprese per l’adozione di misure di risparmio energetico. 2,5 miliardi di euro provenienti dal risparmio previsto dalla sola diminuzione delle importazioni di gas russo, che scenderanno di un terzo grazie all’adozione del biometano prodotto dall’agricoltura. L’utilizzo del 50% degli introiti di tasse e multe che le aziende devono pagare a causa dei loro comportamenti nocivi verso l’ambiente.

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By | 2012-02-22T14:29:47+00:00 22/02/2012|Categories: Politica|Tags: , , |0 Comments

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Chiara Zanchetta
In testa un uragano di idee, in tasca due lauree in Comunicazione. Nella vita? Chi lo sa