Femminicidio, un posto vuoto per combatterlo

Numeri, percentuali, tassi di crescita. Questo è quanto utilizzato solitamente per parlare della violenza sulle donne, ed è questo che verrà presentato nei notiziari oggi, nella Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne. Un femminicidio però non può essere espresso con cifre, non si tratta di statistiche e dati, una violenza simile è soprattutto mancanza, assenza: una sedia vuota in università, un posto libero in autobus, una poltrona non occupata al cinema.

Proprio per simbolizzare un’assenza che avrebbe dovuto essere presenza, se non ci fosse stato l’incrocio fatale con un uomo che ha manifestato la sua bestialità, è nato il progetto Posto occupato, un’idea, un dolore, un pensiero ed un gesto concreto dedicato a tutte le donne vittime di violenza. L’iniziativa ha preso il via il 29 giugno dall’anfiteatro della villa Comunale di Rometta, da un’idea di Maria Andaloro, che ha occupato la prima fila dell’anfiteatro con un paio di scarpe rosse, un mazzo di chiavi ed una borsa, triste testimonianza di un delitto. La speranza era che l’iniziativa si diffondesse in tutta Italia con Istituzioni, Comuni, luoghi di aggregazione o singoli cittadini che compissero lo stesso gesto, riservando un posto in memoria delle donne vittime di ogni forma di violenza. Creare un’assenza che gridasse al mondo la brutalità di tali omicidi. Il risultato vede 98 posti occupati in tutta Italia tra i quali compare il Teatro Verdi di Pordenone, primo luogo in Regione a prenderne parte.

Per tutta la stagione una poltrona della sala sarà tenuta vuota, per ricordare tutte quelle donne che non potranno essere a teatro perché un compagno, un marito, un fidanzato ha deciso di togliere loro la vita. Un’adesione, quella del Comunale, che rientra in un progetto più vasto che prevede spettacoli legati al tema della donna e al suo mondo, e che il 30 e 31 marzo si declinerà, per esempio, nello spettacolo Ferite a morte, firmato da Serena Dandini, protagonista Lella Costa. Posto occupato è un gesto concreto dedicato a tutte le donne vittime di violenza. Ciascuna di quelle donne, prima che un marito, un ex, un amante, uno sconosciuto decidesse di porre fine alla sua vita, occupava un posto a teatro, sul tram, a scuola, in metropolitana, nella società. Questo posto vogliamo riservarlo a loro, affinché la quotidianità non lo sommerga.

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By | 2014-11-25T00:16:52+00:00 25/11/2014|Categories: Giovani e società, Magazine|Tags: , , |0 Comments

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Chiara Zanchetta
In testa un uragano di idee, in tasca due lauree in Comunicazione. Nella vita? Chi lo sa