Una Grande stagione sinfonica!

Una fresca serata ha fatto da cornice al primo concerto della stagione sinfonica del Teatro Verdi di Trieste venerdì 16 settembre; l’orchestra di rientro dai successi per l’ inaugurazione dell’ opera di Dubai aveva un programma tutt’altro che semplice.
La prima parte del concerto molto romantica comprendeva pagine di Mendelsson Bartholdy. La serata è iniziata con “Lied und Choir” dalle musiche di scena del Sogno di una notte di mezza estate. La partitura oltre alle note dell’orchestra vedeva impegnati il coro femminile diretto da Fulvio Fogliazza e due soliste Lucrezia Drei ed Elisa Verzier. La partitura scritta nel 1843 fu commissionata da Guglielmo Iv, lo stampo nettamente classico vede una forma A-b-A dove alla strofa solistica risponde il coro femminile che, insieme all’organico, ne ha dato una lettura fresca e leggiadra; molto interessante il timbro vocale della soprano Lucrezia Drei e la sicurezza con cui ha interpretato questo compito .
La serata è proseguita con il concerto per Violino op64 sempre a firma di Mendelsson. La scrittura di questo brano, invece, è il risultato di un lungo lavoro di ricerca e cura dei dettagli che ha portato Mendelssohn a continue cancellazioni e riscritture. La forma del concerto, molto più sinfonica rispetto ai classici concerti per solo e orchestra, vede il magistrale violino di Leticia Moreno dar il meglio di sé fin dall’inizio. Il suono scuro e caldo della violinista hanno ammaliato buona parte del pubblico presente che ha inondato la sala con dieci intensi minuti di applausi fino a guadagnarsi l’adagio dalla seconda sonata di Bach.
Nella seconda parte la serata si è fatta più impegnativa affrontando l’impervia strada della quinta sinfonia del compositore ceco Gustav Mahler. La pagina orchestrale della lunghezza di ben 75 minuti è stata molto attesa dai triestini in sala e l’esecuzione dedicata al compianto Presidente Carlo Azeglio Ciampi. Gustav Mahler è riuscito a mettere in queste pagine tutte le facce del secolo che stava arrivando. La partitura scritta nei primi anni del novecento , debutta nel 1904 ma il compositore continuerà a ritoccarla fino alla sua Morte. La sinfonia celebre per il primo movimento “Trauermarch “ e il celebre adagetto ha visto sudare i membri dell’orchestra ma il duro lavoro svolto ha portato applausi duraturi.
Una curiosità, la prima esecuzione triestina di questa sinfonia fu diretta proprio dall’autore che in quel periodo era direttore principale a Ljubliana. L’orchestra durante tutta la serata ha sfoderato un suono pieno che ha saputo valorizzare le partiture in concerto, il merito di questa serata va al maestro Gianluigi Gelmetti.
Prossimo appuntamento venerdì 23 e sabato 24.

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About the Author:

Triestino, classe 1984, da sempre appassionato di musica e teatro. Studia Tromba, Composizione, Direzione d'orchestra a fiati. Collabora con la Webzine "Amici del Musical". Dirige la Corale del Duomo di Muggia e la Banda dei donatori di sangue di Villesse (GO). Pubblica presso le edizioni Tierloff (Nl), Baton (Nl), Orchestralart (A), Kliment (A).