Una retrospettiva sui film di Ozu Yasujiro

E’ cominciata al Teatro Miela martedì 16 febbraio la retrospettiva cinematografica “Ozu Yasujiro – I sei capolavori restaurati“, organizzata da Bonawentura con la Casa del Cinema e La Cappella Underground, e distribuita dalla Tucker Film con la Shochiku di Tokyo e con FICE – Federazione italiana dei cinema d’essai. I sei titoli resi disponibili da Tucker Film appartengono al periodo d’oro della lunga carriera del maestro del cinema giapponese, dalla fine degli anni ’40 all’inizio degli anni ’60, e grazie all’accurato restauro permettono di ammirare la fotografia e il suono così come li aveva voluti lo stesso Ozu. Queste opere sono state fonte di ammirazione e di ispirazione per i più grandi registi del cinema contemporaneo, e oggetto di autentica venerazione da parte di Wim Wenders, che anni fa ha dichiarato: “la cosa più simile al Paradiso che abbia mai incontrato è il cinema di Ozu”.

Dopo le proiezioni del 16 febbraio, la rassegna proseguirà martedì 23 febbraio a partire dalle ore 18.30. La serata si aprirà con Fiori d’equinozio (Higanbana, Giappone, 1958, 119’, col.), film che ironizza pacatamente sulla perdita dell’autorità paterna. Seguirà alle ore 21.00 il film Buon giorno (Ohayo, Giappone 1959, 94’, col.), remake alla lontana del capolavoro muto “Sono nato, ma…”. Nel pomeriggio della stessa data, martedì 23 febbraio alle ore 17, nella sede della Mediateca La Cappella Underground in via Roma 19, il critico cinematografico Giorgio Placereani presenterà il volume da lui curato Ozu Yasujiro – Autunno e primavera, edito dalla stessa Tucker Film e pubblicato in occasione della rassegna: 158 pagine con saggi inediti, sezioni critiche, interviste, un piccolo dizionario sui temi e sugli interpreti e, a corredo, le splendide illustrazioni di Franco Matticchio e Guido Scarabottolo.

Martedì 1 marzo, invece, si terrà l’ultimo appuntamento della rassegna, con la proiezione alle ore 18.30 di Tardo autunno (Akibiyori, Giappone 1960, 130’, col.), film ironico e pieno di nostalgia agrodolce su tre vecchi amici, e – alle ore 21.00 – Il gusto del saké (Sanma no aji, Giappone 1962, 133’, col.), ultimo film di Ozu, un’elegia del tempo che scorre e della nostalgia del passato.

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By | 2016-02-27T16:55:22+00:00 22/02/2016|Categories: Magazine|Tags: , , , |0 Comments

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Come molti laureati in filosofia, leggo, scrivo e cerco la mia strada. Non dovessi trovarla, mi darò alla macchia.