Una spedizione scientifica lungo la Via della seta

Verrà presentato martedì 1 marzo, ore 17.30 presso la libreria Lovat di Trieste, il nuovo libro Marco Polo. Geni e sapori lungo la Via della Seta, edito da White Star. Durante la serata verranno presentati anche altri risultati emersi dalla spedizione scientifica “Marco Polo”, ideata da Sissa Medialab e Burlo Garofolo e realizzata lungo la celebre Via della Seta, in tappe successive di viaggio, dal 2010 al 2014. A illustrare i risultati inediti e i nuovi filoni di ricerca possibili, sarà il professore di genetica medica del Burlo Garofolo, Paolo Gasparini, responsabile scientifico della spedizione e coautore del libro. Il racconto del viaggio, gli incontri con le popolazioni locali, gli scambi culturali, la descrizione di cibi e culture tradizionali saranno invece affidati all’esperta di comunicazione della scienza Simona Cerrato, che ha seguito la divulgazione del progetto per conto di Sissa Medialab e altra coautrice del libro.

Una ricerca sul campo che costituisce un unicum a livello mondiale, perché mai nessuno aveva condotto prima una ricerca simile in quei territori. Ma non si tratta solo di scienza. Fatto prevalentemente di immagini, Marco Polo. Geni e sapori lungo la Via della Seta è un diario di bordo che, in 159 pagine patinate e 141 fotografie a colori, permette a tutti di scoprire i 20mila chilometri percorsi dagli scienziati attraverso dieci Paesi, dalla Georgia alla Cina. Una ventina fra genetisti del Burlo e operatori di Medialab ha ripercorso il leggendario viaggio condotto in Asia del mercante veneziano nel 1271, entrando in contatto con le popolazioni isolate e rurali che vi risiedono. La scelta della Via della Seta non è stata casuale. Uno dei pochissimi corridoi dove i popoli d’Oriente si sono mescolati per secoli con quelli dell’Occidente, ha rappresentato il percorso ideale della ricerca: un tempo terra di scambi, anche genetici, la via della Seta è stata poi progressivamente abbandonata, tanto da lasciarne intatto il patrimonio genetico degli abitanti. Attraverso una serie di test non invasivi (come il prelievo della saliva e i test dell’amaro e dell’olfatto), i dati genetici degli abitanti locali sono stati campionati con l’obiettivo di scoprire, per esempio, che se alcune popolazioni preferiscono i cibi piccanti a quelli dolci dipende non già dalle abitudini alimentari, quanto piuttosto dal patrimonio genetico. Insomma, esiste una relazione tra gusto e genetica.

Commenti Facebook
By | 2016-02-29T16:56:41+00:00 29/02/2016|Categories: Magazine|Tags: , , |0 Comments

About the Author:

Come molti laureati in filosofia, leggo, scrivo e cerco la mia strada. Non dovessi trovarla, mi darò alla macchia.