Una ventata di teatro in città con il TACT festival

Mancano poco più di dieci giorni all’inaugurazione della seconda edizione del TACT Festival, primo festival di teatro internazionale under 35 del Friuli Venezia Giulia. Un programma rinnovato e arricchito che, dopo il successo dello scorso anno, mira a crescere esponenzialmente.

Dal 7 al 14 giugno dieci compagnie teatrali provenienti da diverse parti del mondo si destreggeranno nell’organizzazione di workshop e spettacoli a fruizione interamente gratuita e destinati a chiunque nutra interesse nei confronti del mondo dello spettacolo. I workshop si svolgeranno nell’arco delle mattine in diversi luoghi della città e saranno tenuti dai registi ospiti o da collaboratori indicati dalle compagnie stesse. Ogni sera ci sarà una doppia rassegna teatrale, nella cornice del Teatro Stabile Sloveno e del Teatro Stabile Rossetti, in cui ogni gruppo partecipante porterà in scena una performance.

Ma chi si cela dietro l’organizzazione di un evento ti tale portata? Non è il Comune o la Provincia di Trieste e nemmeno uno dei teatri stabili del territorio, ma il CUT, il Centro Universitario Teatrale che si è prestato a rispondere a qualche nostra curiosità:

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È il CUT che dallo scorso anno organizza il TACT, ma dire CUT non basta. Chi si occupa realmente di orchestrarlo?
Il direttivo del CUT coadiuvato da Aldo Vivoda e Valentina Milan è il gruppo che di base si occupa di tutta l’organizzazione: dalla sistemazione delle compagnie, alla scelta del teatro e dei vari luoghi di lavoro, dalla pubblicità all’organizzazione tecnica degli spettacoli.
Il direttivo è però affiancato da una grande equipe di ragazzi volontari che da una mano con l’accoglienza delle compagnie ospiti,  le traduzioni, i sopratitoli e perfino in cucina.

Quali sono state le difficoltà nell’organizzazione del TACT?
Abbiamo riscontrato la maggiore difficoltà nel “farci conoscere”. Essendo una realtà relativamente nuova abbiamo dovuto creare un pubblico totalmente ex novo ma, grazie ai nuovi media come Facebook e anche metodi pubblicitari più tradizionali il festival è davvero arrivato in città e speriamo nella partecipazione del pubblico.

Eppure ero convinta che l’ostacolo più grande sarebbe stato relativo ai finanziamenti. Come siete riusciti a raccogliere i fondi sufficienti?
La realizzazione del TACT è stata possibile grazie al Bando Giovani della Regione e al sostegno della Fondazione Casali e di altri piccoli contributi della BCC Staranzano e Villesse e della Camera di Commercio.

Come avete selezionato le compagnie candidate a partecipare al festival?
Le candidature ci sono state inoltrate tramite un bando e valutate da una commissione artistica che ha cercato di rispettare determinati parametri quali l’età (under 35), la provenienza (circa un gruppo per paese, a parte l’Italia che ospita tre compagnie), cercando inoltre di far incontrare diverse realtà (accademie, centri universitari teatrali, associazioni) e privilegiando gruppi piuttosto che singoli attori.

Dopo l’esperienza dello scorso anno quali sono le migliorie e i cambiamenti che vedremo in questa seconda edizione?
In primis quest’anno il TACT è diventato extraeuropeo grazie alla partecipazione di una compagnia argentina. In più il festival si allunga di un giorno per far si che mercoledì 10 giugno possa essere presentata una grande conferenza, Una ricognizione sul teatro: esperienze e immagini dal mondo, tenuta da Franco Però (Direttore del Teatro Rossetti) e Paolo Quazzolo, docente di Storia del teatro della nostra università.

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By | 2015-05-28T09:57:10+00:00 28/05/2015|Categories: Giovani e società, Magazine|Tags: , , |0 Comments

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Studentessa non modello della Scuola per Interpreti e Traduttori di Trieste, ma originaria del profondo Sud. Sono appassionata delle più svariate forme d'arte che accordano o scordano (a seconda dei gusti) l'anima e faccio parte del team di Radioncorso.it dal 2013 in qualità di giornalista e speaker.