Utoya: la tragedia dell’isola norvegese

«Mi scuso con i militanti nazionalisti per non aver ucciso di più»

Sono queste le parole di Andres Behring Breivik che il 22 luglio 2011 ha fucilato 69 ragazzi pacificamente radunati nell’isola di Utoya, la sede storica dei socialisti di tutto il mondo, e che poco prima ha fatto esplodere una bomba ad Oslo uccidendo altre 8 persone.

Breivik non è un terrorista islamico che ha voluto inneggiare alla jihad né un killer di professione ma «uno di noi» che ha compiuto un atto terroristico dai contorni politici. Eppure, nonostante la mostruosità dell’azione di quest’uomo -che si dichiara fascista, nazionalsocialista, antimulticulturalista, antimarxista, antislamista e sionista- la tragedia è caduta ben presto nel silenzio.

UtoyaUtoya, lo spettacolo che ieri, martedì 31 gennaio 2016, ha debuttato nella Sala Bartoli del Teatro Rossetti, ha permesso al pubblico di riflettere su una tragedia troppo presto taciuta e di chiedersi perché quest’eccidio è stato dimenticato così velocemente.

La luce si accende su una scena che sembra un’installazione: l’allestimento è essenziale ma d’effetto così come gli attori. Arianna Scommegna e Mattia Fabris rappresentano la vita di tre diverse coppie di norvegesi –marito e moglie, fratello e sorella, due poliziotti- il giorno prima della tragedia, quello della strage, il giorno successivo e, infine, un mese dopo. Tutti e sei i personaggi vivono la tragedia in prima persona: la coppia di coniugi ha una figlia che è nel campeggio di Utoya; i poliziotti sono di servizio in una stazione nei pressi dell’isola nel bel mezzo della sparatoria e, infine, il fratello e la sorella sono i vicini di casa del terrorista di cui non hanno mai sospettato né dubitato. Si tratta di un insieme di temi e punti di vista, di emozioni e contraddizioni che, grazie alla bravura degli attori, alla bellezza del testo di Edoardo Erba e della regia di Serena Singaglia restituiscono al teatro un importante ruolo: il luogo in cui riflettere.

Il testo si è ispirato a Il silenzio sugli innocenti, libro del giornalista Luca Marini che scava dietro l’apparenza delle notizie per far pensare e far parlare di questo massacro contemporaneo.

Lo spettacolo rimarrà in scena fino a domenica 5 febbraio; sabato 4 febbraio alle 11.30 all’Antico Caffè San Marco Aperiteatro con la compagnia di “UTOYA” e Luca Mariani, autore del libro “Il silenzio sugli innocenti”.

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