Wi-fi libero, le reali novità del Decreto del Fare

Dopo l’abrogazione del Decreto Pisanu non era più obbligatorio tenere i registri degli utenti, ma i gestori continuavano a farlo per motivi di sicurezza e per la validità giuridica degli stessi registri.

E’ entrato in vigore il 22 giugno, il Decreto Fare, recante “Disposizioni urgenti per il rilancio dell’economia”. La parte interessante è quella che concerne l’articolo 10, la quale va a chiarire delle incertezze legali che si erano andate creando con l’abrogazione di alcune parti del Decreto Pisanu sulle norme antiterrorismo, in particolare a proposto del rintracciamento degli utenti fruitori di reti wi-fi libere.

L’articolo 10 recita l’offerta  di accesso a Internet è libera e non richiede la identificazione degli utilizzatori. Resta fermo l’obbligo del gestore di garantire la tracciabilità del collegamento (MAC address)”, ciò significa che i gestori della rete libera non avranno più l’obbligo di identificare l’utente, richiedendo i dati della carta d’identità oppure il numero di telefono per l’invio di un sms con il codice di accesso alla rete, bensì dovranno identificare solamente il dispositivo usato per accedere al wi-fi, cosa che viene fatta automaticamente dal router al momento dell’accesso.

La novità apportata all’articolo del Decreto Fare consiste nel comma 2: “la registrazione della traccia delle sessioni, ove non associata all’identità dell’utilizzatore, non costituisce trattamento di dati personali e non richiede adempimenti giuridici. Questo comma, alla luce di ciò che è riportato nel punto precedente,  stabilisce l’inutilità di registrare gli utenti che fruiscono del servizio, e perciò i gestori sono sollevati dall’obbligo di tenere un registro con la traccia degli utenti, senza che si incorra in un’azione punibile penalmente.

Salvo modificazioni future alla norma, questa innovazione potrebbe effettivamente incrementare l’utilizzo della rete gratuita.

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By | 2013-06-24T13:31:48+00:00 24/06/2013|Categories: Tecnologie|Tags: , , , , , |0 Comments

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Marta Zannoner
Prima o poi la troverò una frase accattivante da scrivere. Forse.