#World Cup Vibes – Galletti contro Aquile, chi ci lascerà le penne?

La legge del più forte. I migliori sono rimasti in Brasile, gli altri a casa. Tra quanti hanno già salutato le bellissime spiagge del paese sudamericano c’è l’Italia, brutalmente ferita dalla Costa Rica prima e freddata senza pietà dall’Uruguay poi. E diciamocelo: nel club delle Nazionali d’élite, l’Italia non ha più posto. Perché tra Rio de Janeiro e Brasilia sono rimaste le selezioni più forti. Certo, non manca qualche eccezione. La Spagna tecnicamente è la numero uno al mondo, ma probabilmente ha pagato un calo di motivazioni e di condizione. Allo stesso tempo, quello inglese è senz’altro il campionato più competitivo del pianeta, ma le lacune tattiche del team di Roy Hodgson hanno compromesso il cammino dei britannici. In entrambi i casi, comunque, il ricambio generazionale è pronto. In Italia, non se vede traccia. Se questa deduzione lascia un po’ di amarezza, gli appassionati di calcio potranno consolarsi con i quarti di finale che si apprestano a partire tra poche ore. La sensazione, appunto, è che il livello di competitività e di incertezza siano davvero altissimi, e ciò rende ancor più spettacolare una competizione che potrà contare sui vari Messi, Neymar, Robben, Muller, Benzema e soci. La prima sfida sarà quella Francia e Germania, quarto di finale preannunciato sin dai sorteggi. Uno scontro storico se, oltre a considerare l’aspetto sportivo, si guarda all’ambito politico, dove galletti e aquile si sfidano da secoli. Stasera a Rio de Janeiro chi ci lascerà le penne?

ANALISI – La squadra di Didier Deschamps schiera un 4-3-3 molto offensivo, in cui gli esterni d’attacco tagliano dentro il campo con e senza palla, così da liberare le corsie per le sovrapposizioni dei terzini. L’esperimento Giroud-Benzema dell’ultima gara non ha un funzionato, con l’attaccante del Real Madrid per niente a suo agio sull’out di sinistra. Dovesse riprendersi la maglia da titolare Griezmann, la sua intesa con Evra, come quella fra Valbuena e Debouchy a destra, saranno due minacce per la Germania. I teutonici, inoltre, dovranno fare grande attenzione al giocatore che più di ogni altro dà qualità alla manovra francese: Paul Pogba. A dispetto della sua giovane età, lo juventino è il faro della manovra transalpina. Un pericolo cui talvolta la Francia si espone è quello del contropiede. Con i terzini entrambi alti sulle fascie, dovrà essere bravo per primo Cabaye – che gioca davanti alla difesa – a rimanere in copertura vicino ai centrali, i quali non dovranno sbagliare nelle marcature preventive.

Francia-Germania è anche sfida trattica Deschamps-Loew

Francia-Germania è anche sfida trattica Deschamps-Loew

Tuttavia, a nostro parere, sarà più la Francia a doversi preoccupare dei tedeschi che non viceversa. La squadra di Loew, infatti, sul piano del gioco sta enormemente beneficiando del lavoro fatto da Pep Guardiola al Bayern Monaco. La Germania, sempre dal nostro punto di vista, è la squadra che ha mostrato il miglior calcio sinora: un 4-3-3 (come la Francia) fatto di possesso palla, trasmissione corta e veloce, e rapide verticalizzazioni a premiare i movimenti degli attaccanti. La ciliegina sulla torta è la classe e lo stato di forma di Muller, decisivo fino a oggi. Il punto debole? Senz’altro la difesa, che, già privata di Lahm (spostato a centrocampo), nell’ultimo match contro l’Algeria ha dovuto fare a meno anche del suo uomo più importante, cioè Mats Hummels. Con il recupero del centrale del Dortmund, Loew guadagna in velocità ed esperienza ma forse non basta, perché i vari Boateng, Howedes, Mertesacker e Mustafi non si sono dimostrati all’altezza nell’ultima apparizione.

In virtù di quanto visto nelle prime gare del torneo, ci si attende che sia la Germania ad avere il pallino del gioco, grazie al già citato possesso palla di scuola catalana. La Francia, come visto anche contro la Nigeria, non sembra intenzionata a organizzare un pressing alto, sebbene i difensori tedeschi potrebbero essere messi molto in difficoltà da questo punto di vista. Il Ct transalpino preferisce tenere una squadra un po’ più bassa, ma corta e stretta, così da togliere spazio agli avversari. Il pericolo è che è quello di abbassare troppo il baricentro, portandosi gli avanti tedeschi vicino alla propria porta. Tuttavia, questa tattica potrebbe rivelarsi anche la forza di Benzema e compagni, molto abili nelle ripartenze manovrate, dove sfruttano tutta la velocità degli attaccanti blues. Lo spartito tattico, dunque, dovrebbe essere questo. I due allenatori non dovrebbero sorprenderci e, pertanto, riteniamo la sfida verrà decisa attorno a due grandi quesiti:

Riuscirà la Francia a spezzare il possesso palla tedesco senza farsi costringere nella propria trequarti?

D’altro canto, riusciranno i difensori della Germania – spesso lasciati soli per l’indole offensivista della squadra – ad arginare i contropiedi francesi?

Parola, come sempre, al campo.

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By | 2017-05-21T12:10:53+00:00 04/07/2014|Categories: Sport|Tags: , , , , |0 Comments

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