#World Cup Vibes – Italia, stesso destino della Spagna?

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Andrea Pirlo, leader del centrocampo azzurro

Le gerarchie del calcio mondiale hanno subito un duro colpo dopo l’eliminazione della Spagna dal Mondiale 2014. Due partite giocate, 7 gol subiti e 1 realizzato, questo è il bottino di Del Bosque & Co. in Brasile. Ovviamente i media non sono rimasti a guardare e la clamorosa uscita delle “Furie Rosse” si è trasformata in un processo alla filosofia calcistica che ha fatto grande la Nazionale iberica: il tiqui-taca. Di fronte alla corsa e la grinta battagliera di Cile e Olanda, il sistema di gioco spagnolo, basato sul possesso palla, ha dovuto alzare bandiera bianca, facendo crollare come un castello di cristallo le certezze costruite negli ultimi anni.

La stessa sorte è capitata all’Italia. L’estenuante possesso palla degli Azzurri doveva essere l’arma per evitare di soccombere nel caldo sudamericano, ma ieri contro la Costa Rica, i ragazzi non sono stati in grado di replicare l’atteggiamento e le forze messe in campo contro l’Inghilterra, una mancanza costata cara al gruppo di Prandelli, che ora si trova a dover fronteggiare una stampa inferocita e una squadra da ricostruire moralmente. Ancora una volta l’amata Italia, nota come “Nazione di C.T.“, ha espresso la propria opinione, non risparmiando critiche aspre e a tratti immotivate. In tutti i “saloon calcistici” si è parlato del modulo, degli interpreti, della voglia e del caldo, ma soprattutto delle scelte del mister, reo di non aver schierato la formazione migliore. Nessuno però ha notato il dato relativo al 58% di possesso palla, sinonimo di un’impronta di gioco precisa. A mancare sono stati i movimenti senza palla, – come ha dichiarato il nostro allenatore – che hanno pregiudicato l’evolversi di un’azione veloce e pericolosa.

Ora il pericolo più grande è di non riuscire a trovare la compattezza e la coesione che hanno caratterizzato questo gruppo, composto da rivelazioni come Darmian e uomini di esperienza come Barzagli e Pirlo, sui quali la pressione è tanta. L’altra priorità sulla quale lavorare riguarda l’identità tattica impressa dal commissario tecnico: tiqui-taca con Balotelli isolato oppure cambio di modulo e Italia operaia? Probabilmente il C.T. manterrà la stessa mentalità, nella speranza di arginare i due goleador dell’Uruguay, Cavani e Suarez. La sfida decisiva contro i sudamericani si giocherà martedì e Prandelli ha la ricetta giusta per portare a casa una qualificazione ampiamente alla portata, considerato che basterà un punto per esultare.

 

 

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By | 2017-05-21T12:10:59+00:00 21/06/2014|Categories: Sport|Tags: , , , , , |0 Comments

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Studente di Scienze della comunicazione, 24 anni, preparatore dei portieri del San Vito al Torre e istruttore di scuola calcio CONI FIGC. Ho un passato da articolista e editorialista per TuttoUdinese.it. Ritengo che lo sport sia fatto di passioni e emozioni che vale sempre la pena raccontare.